Lamezia, traffico e spaccio di droga: chiesti 57 rinvii a giudizio
L'associazione, che faceva riferimento alla cosca Giampà, aveva capacità di estendersi anche fino a Rosarno
Per gli inquirenti farebbero parte di un’associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti che faceva riferimento alla cosca Giampà. E a due anni dall'operazione di polizia, il pubblico ministero Elio Romano ha formulato la richiesta di rinvio a giudizio: si tratta di 57 persone, considerate gregari e affiliate alla cosca Giampà di Lamezia. L’operazione, contro l’associazione a delinquere finalizzata allo spaccio, è stata chiamata “Bianco e Nero”: coloro che sono imputati ora, dovranno comparire a maggio davanti al giudice per le udienze preliminari a Catanzaro che dovrà decidere se mandarli a processo o meno. Per quarantacinque di queste persone si tratta di reati per i quali sono recidive.
L’operazione aveva visto impegnati sia la Squadra Mobile di Catanzaro che il Commissariato di Lamezia: 48 perquisizioni, tre arresti e tre denunce era stato il bilancio dell’attività. Secondo il sostituto procuratore della Dda di Catanzaro, Elio Romano, tra il 2004 e il 2012, l’organizzazione, che faceva capo agli esponenti di spicco della cosca Giampà, avrebbe avuto il controllo del narcotraffico, nell’area di Lamezia “quale epicentro del traffico della droga”, e ha evidenziato “capacità di approvvigionamento nelle province di Reggio Calabria (Area di Rosarno), Vibo Valentia (area di Maierato e Limbadi), Cosenza, Crotone e Milano e si è dimostrato attivo nella commercializzazione di quantitativi anche ingenti, di sostanza stupefacente: cocaina, eroina, marijuana e hashish anche proveniente dal Sudamerica”.
Spaccio che sarebbe stato finalizzato anche a rimpinguare le casse della cosca per acquistare armi e mezzi per i delitti, oltre che per la retribuzione periodica degli affiliati e l’acquisto di ulteriori stupefacenti in una viziosa sorta di circolo economico.
