Nuovi dettagli sull'omicidio di Francesco Belsito, emersi durante l'interrogatorio di un testimone chiave, Francesco Salvatore Fortuna, che ha risposto alle domande degli avvocati in aula. Le sue dichiarazioni hanno fornito un quadro più chiaro sui contatti tra i membri della cosca e gli eventi che hanno portato al tragico assassinio di Belsito.

Durante l'interrogatorio, Fortuna ha dichiarato di non aver mai avuto contatti diretti con Andrea Mantella, uno dei presunti capi della cosca coinvolta nell'omicidio. "Non ho mai parlato con Mantella dopo l'omicidio di Belsito", ha affermato fermamente, aggiungendo che la sua conoscenza dei fatti derivava da informazioni di terze parti. "Tutto quello che so l'ho sentito da altri, non direttamente da lui", ha chiarito il testimone.

In particolare, è emerso un aspetto chiave riguardante la pistola utilizzata nell'omicidio. Il pubblico ministero ha chiesto a Fortuna se avesse avuto notizie circa l'arma usata per l'agguato. "So che si trattava di un'arma che Mantella aveva in suo possesso", ha risposto, "ma non posso dire altro". Le sue parole sono state poi sottoposte a un attento scrutinio da parte della difesa, che ha cercato di sollevare dubbi sulla veridicità di queste affermazioni.

La difesa ha, inoltre, sottolineato che, nonostante Fortuna fosse stato a lungo in contatto con Mantella durante le indagini, i due non avevano più avuto rapporti dal 2007. L'avvocato Brancia, difensore di Mantella, ha infatti chiesto al testimone di confermare: "Lei non ha avuto più nessun incontro diretto con il mio assistito, giusto?". Fortuna ha risposto con certezza: "Esatto, dal 2007 non ci siamo più visti".

A questo punto, il processo ha visto un cambio di tono quando il pubblico ministero ha interrogato nuovamente Fortuna sulle intenzioni di Mantella riguardo agli omicidi. "So che Mantella non aveva alcun ruolo negli omicidi di Di Leo e Cracolici", ha dichiarato il testimone, riferendosi agli altri due omicidi legati alla cosca, ma sottolineando che l'omicidio di Belsito si inseriva in un contesto diverso.

Nel corso della giornata, la difesa ha cercato di fare leva sulle incongruenze tra le testimonianze di Fortuna e altri verbali, ma il pubblico ministero ha obiettato che "le dichiarazioni del testimone sono state coerenti e precise". In particolare, è stato rilevato come Fortuna avesse già confermato, in un interrogatorio precedente, che non c'era alcuna intenzione di attaccare Belsito prima che l'agguato venisse eseguito.

Al termine della giornata, la Corte ha deciso di rinviare l'udienza per esaminare nuovi documenti, tra cui un verbale di interrogatorio che la difesa aveva richiesto di acquisire. Tuttavia, il pubblico ministero ha fatto notare che il verbale "non apporta elementi nuovi al caso" e ha chiesto il rigetto della richiesta.

Il processo, che ha attirato molta attenzione per i legami tra la criminalità organizzata e le istituzioni locali, continua a fare luce sui dettagli oscuri dietro l'omicidio di Belsito, con ulteriori sviluppi previsti nelle prossime settimane.