L'allarme dei parrucchieri vibonesi: "Aiuti concreti o consegniamo le chiavi"
Non ci sta il mondo degli artigiani a subire il peso di una crisi devastante provocato dall'emergenza Coronavirus. Tra le categorie più colpite quella di parrucchieri, saloni e centri estetici.
Apertura il primo giugno. Il governo ha annunciato che dal primo giugno potranno ripartire le attività di bar, ristoranti, estetisti e parrucchieri. "Ancora non c'è una data certa - afferma Michele D'Angelo tra i più conosciuti ed apprezzati esponenti del settore a Vibo Valentia - ed ancora aspettiamo risposte concrete dal governo. Rimanere chiusi tre mesi porta di fatto alla chiusura di molte attività che non ce la fanno più"
"Parrucchieri del futuro". La categoria dei parrucchieri è molto attiva sui social e sta lanciando una serie di proposte al governo, oltre a promuovere una serie di petizioni online per cercare di ottenere risposte sulla sospensione delle tasse e su vari incentivi che in qualche modo possano far fronte al peso della crisi. Michele D'Angelo, insieme ai colleghi Giuseppe Moscato e Giusy Cigaina, ha creato un gruppo denominato "Parrucchieri del futuro" dove quotidianamente ci si scambia idee su come affrontare il presente ed il futuro.
"Bonus a fondo perduto". Le aziende hanno bisogno di liquidità. "I costi di gestione sono elevati, moltissimi sono in affitto - sottolinea D'Angelo - ed in questo periodo le bollette si sono dovute pagare". Incentivi dalla Regione: "La Regione Calabria deve sbloccare la situazione ed emulare le scelte compiute da altre regioni. Non possiamo pensare che i 600 euro risolvano la situazione. De Luca in Campania ha previsto un bonus a fondo perduto di 2mila euro ai parrucchieri campani. Ora attendiamo fiduciosi un intervento della Santelli. Chiediamo anche un bonus di mille euro per i collaboratori. Sono padri di famiglia e ad oggi non hanno visto un euro dalla cassa integrazione".
No agli abusivi. C'è il rischio di un abusivismo dilagante. La gente non sa più come far fronte alle spese quotidiane e allora andrà nelle case delle persone per poter racimolare qualche euro. "Il rischio c'è - sottolinea D'Angelo - e la piaga dell'abusivismo è già molto elevata nel nostro territorio".
