Catanzaro, sindaco senza maggioranza minaccia le dimissioni
I gruppi della maggioranza hanno avviato i riposizionamenti in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. La minoranza accusa "beghe personali"
di LUANA COSTA
Sindaco senza maggioranza. Il vento è cambiato a Palazzo De Nobili. E la dimostrazione plastica la si è avuta nel corso della odierna seduta del Consiglio comunale decaduta dopo soli quindici minuti per assenza del numero legale. La maggioranza che fino ad oggi ha retto le sorti di una consiliatura turbolenta, si è alla fine infranta contro i riposizionamenti già in corso in vista delle elezioni provinciali in programma il 23 ottobre e delle amministrative della prossima primavera. Il sindaco a soli quindici minuti dall'avvio della discussione dei punti posti all'ordine del giorno, si è ritrovato da solo in aula assieme al presidente del civico consesso, Ivan Cardamone. Dopo lo scioglimento della seduta a causa della mancanza del numero legale, il sindaco si è ritirato nella sua stanza e c'è chi sostiene che abbia minacciato le dimissioni.

La discussione mancata. All'ordine del giorno della odierna seduta consiliare erano inseriti argomenti piuttosto spinosi e che hanno tenuto banco nel corso dell'estate. Ad esempio, la modifica della precedente deliberazione votata dall'aula con cui si concedeva in uso il piano terra del complesso monumentale San Giovanni all'Università per avviare il neonato corso di laurea in Psicologia. Dopo frizioni e ripensamenti alla fine il sindaco e il rettore avevano raggiunto un accordo che questa mattina l'aula rossa avrebbe dovuto ratificare. E non è detto che il quadro offerto oggi da una maggioranza spaccata non abbia ripercussioni anche sull'avvio delle attività di alta formazione universitaria che si era concordato di allocare nel complesso monumentale San Giovanni. Il rettore proprio per evitare ritardi e polemiche in città, aveva alla fine deciso di prevedere le lezioni di Psicologia nel campus di Germaneto, destinando in centro i master universitari.

Appuntamenti elettorali. Ma alla radice del forfait, servito oggi dalla maggioranza al primo cittadino, sembrano esserci questioni di natura squisitamente politica. In particolare, il rinnovo del Consiglio provinciale - le cui elezioni sono in programma il 23 ottobre - hanno messo in moto la macchina dei riposizionamenti interni catalizzati dalla composizione degli schieramenti in vista delle amministrative di primavera. In Consiglio comunale, la lista "Catanzaro da Vivere", ispirata al senatore Piero Aiello, ha già annunciato la presa di distanza dalla coalizione che sosterrà il sindaco Abramo nella corsa alla ricandidatura. Marco Polimeni, capogruppo in aula rossa del movimento, e consigliere provinciale, sembra sempre più vicino alle posizioni del presidente della Provincia ed ex segretario provinciale Pd, Enzo Bruno. D'altro canto, Forza Italia e il gruppo consiliare a sostegno del sindaco con a capo, Tommaso Brutto, entrambi firmatari di un documento con cui si impegnavano a sostenere la ricandidatura di Sergio Abramo, hanno fatto mancare proprio oggi la loro presenza in aula. I meno maliziosi però frenano le possibili interpretazioni politiche: a nessuno gioverebbe lo scioglimento anticipato del Consiglio comunale considerando che molti consiglieri candidati alla conquista di uno scranno a Palazzo di Vetro appartengono al centrodestra. Al momento risulta in corso una riunione dei gruppi di maggioranza convocati dal sindaco Sergio Abramo per fare il punto della situazione.
"Beghe personali". Intanto, i gruppi di minoranza gettano benzina sul fuoco. In un comunicato diramato nella tarda mattinata parlano "beghe di ordine personale e di piccolo potere che hanno determinato l'incapacità del centrodestra di proseguire la già fallimentare amministrazione della città. Aver disertato il consiglio comunale è la dimostrazione più evidente della profonda spaccatura all’interno del centrodestra. A pochi mesi dall’elezioni comunali frana di fatto l’impalcatura costruita sulla sabbia dal sindaco Sergio Abramo. I consiglieri di opposizione all’amministrazione Abramo denunciano alla cittadinanza tutta il grave comportamento dei consiglieri di centrodestra proprio su pratiche così importanti come quella dell’università in centro da mesi tema da campagna elettorale evidentemente esclusivamente strumentale. Il sindaco Sergio Abramo non potrà non prendere atto di quanto è successo e procedere alle consequenziali dimissioni".
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