Coronavirus, Conte lavora alla Fase 2. "Prossima settimana misure invariate"
E' stato un sabato frenetico a Palazzo Chigi, dove sui vari tavoli di lavoro si è discusso a lungo della "Fase 2" dell'emergenza Coronavirus. Nel pomeriggio il premier Giuseppe Conte ha prima riunito in videoconferenza i capi delegazione di maggioranza (alla seconda parte era presente anche il capo della task force per la ripartenza, Vittorio Colao). Poi in serata la cabina di regia con le Regioni che, in pressing per ripartire, hanno rivolto 4 richieste precise al governo.
"Le notizie sin qui filtrate circa l'apertura di attività produttive o l'allenamento di misure restrittive per lunedì prossimo sono prive di fondamento. Per la settimana prossima rimangono in vigore le misure già previste, che scadono il 3 maggio, e non è prevista nessuna modifica". E' quanto riferiscono fonti di Palazzo Chigi dopo la riunione tra il governo, le Regioni, le Province e i Comuni. Negli ultimi giorni le Regioni del nord, a eccezione della Lombardia, sono andate in pressing per anticipare l'allentamento delle restrizioni a prima del 4 maggio.
"Gli effetti positivi di contenimento del virus e di mitigazione del contagio si iniziano a misurare - ha scritto a tarda serata Conte su Facebook - ma non sono tali da consentire il venir meno degli obblighi attuali e l'abbassamento della soglia di attenzione". Il premier ha garantito che "sul fronte delle misure di tutela della salute, il Governo continua a lavorare per implementare i Covid hospital, l'assistenza territoriale e usare al meglio le applicazioni tecnologiche e i test per riuscire a rendere sempre più efficiente la strategia di prevenzione e di controllo del contagio".
Il governo vuole tranquillizzare gli italiani sul fatto che "si sta lavorando a un programma nazionale che possa consentire una ripresa di buona parte delle attività produttive in condizioni di massima sicurezza".
Le 4 richieste delle Regioni. "Le questioni poste al Governo riguardano essenzialmente 4 aree", ha detto, al termine dell'incontro, il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Stefano Bonaccini. La prima riguarda il Coordinamento delle fasi della ripartenza. "Adottare linee guida nazionali lasciando autonomia alle Regioni per contemplare le singole specificità regionali in ordine agli aspetti relativi ai dati geografici, economici e sociali".
Il secondo punto riguarda la revisione dei tempi delle città. "Bisogna graduare la riapertura delle attività lavorative e dei servizi delle città e riorganizzare la mobilita' della popolazione, prevedendo l'adeguamento del trasporto pubblico locale".
Terza richiesta delle Regioni: riavviare il motore economico del Paese, "con la possibilità di riapertura, anche dal 27 aprile - dice Bonaccini - dei cantieri edili, in particolare quelli all'aperto; valutare una procedura semplificata per la ripresa immediata dei cantieri del terremoto attraverso norme in grado di far ripartire gli investimenti; di alcune filiere produttive maggiormente esposte alla concorrenza internazionale, per evitare la sostituzione di tali quote di mercato a vantaggio dei competitor stranieri".
Quarta e ultima area su cui mettono l'accento le Regioni: l'infanzia e la scuola. "Occorre affrontare le riaperture tenendo conto del sostegno all'infanzia, verificando soluzioni per la cura dei bambini in considerazione della chiusura di scuole, nidi e centri estivi. Possibilità di consentire, nel rispetto delle regole, una graduale ripresa della socialità dei bambini - sottolinea Bonaccini -. C'e' poi la necessita' di concordare col ministero dell'Istruzione progetti specifici per la riapertura delle scuole da definire in netto anticipo rispetto alle date che verranno fissate, per consentire appunto una adeguata programmazione di tutte le attività necessarie correlate".
Franceschini: "Al mare? Faremo il possibile". Potremo andare in spiaggia quest'estate? "E' difficile fare una previsione certa. Faremo il possibile per avere in molto anticipo delle previsioni per valutare come tornare in spiaggia, con distanziamenti e misure di sicurezza, abbiamo bisogno di indicazioni scientifiche ma abbiamo bisogno di averle perché gli operatori si possano organizzare. Così, il ministro della Cultura e del Turismo Dario Franceschini, intervistato da Massimo Gramellini nel corso della trasmissione "Aspettando le Parole", su Rai3, ha risposto alla domanda se in estate riusciremo ad andare al mare.
Jogging e sport all'aperto. A metà pomeriggio, erano intanto filtrate nuove indiscrezioni sulle misure allo studio del governo in vista del 4 maggio, termine per gli effetti dell'ultimo decreto di Conte. Resteranno ancora chiuse le palestre, ma dal governo c'è il sì per gli sport all'aperto e jogging, consentiti anche lontano da casa. E' il sottosegretario Pierpaolo Sileri ad avvicinare l'apertura: "Dobbiamo dare maggiore libertà di movimento ai cittadini e la soluzione possibile è questa considerando anche il senso di responsabilità delle persone". A questo punto potrebbe arrivare, come anticipato agli sportivi dal ministro Vincenzo Spadafora, il via libera agli allenamenti individuali degli atleti.
