Omicidio-suicidio a Mileto, dopo l'autopsia fissati i funerali
Giovedì l'esequie privata per la donna. La salma dell'omicida sarà trasportata direttamente al cimitero dove sarà tumulata alla sola presenza dei familiari
La ricostruzione del tragico femminicidio-suicidio che ha sconvolto la comunità di Mileto assume contorni sempre più nitidi e spaventosi. L’esame autoptico, disposto dalla Procura di Vibo Valentia guidata dal procuratore Camillo Falvo, ha confermato la dinamica dell'aggressione: Pasquale Calzone ha esploso cinque colpi di pistola consecutivi contro l'ex moglie, Maria Assunta Currà, non lasciandole scampo.
La donna è stata raggiunta dai proiettili mentre stava raccogliendo gli ultimi effetti personali, intenta a lasciare definitivamente quella casa coniugale che sarebbe dovuta diventare un ricordo del passato. Tra pochi giorni, infatti, era fissata l’udienza in tribunale per formalizzare una separazione consensuale. Un traguardo raggiunto dopo un percorso tortuoso: circa un anno fa era stata proprio la vittima a richiedere la separazione giudiziale, avendo anche denunciato l’uomo in passato per aggressione.
Nonostante i rapporti sembrassero tornati sereni, tanto da optare per un accordo bonario, la realtà celava il risentimento di Calzone. L’uomo non ha mai accettato la fine del legame e, dopo aver ucciso la donna, ha riservato l'ultimo colpo per sé, sparandosi alla tempia e accasciandosi accanto al corpo della vittima.
La tragedia ha segnato profondamente i familiari. Il figlio della coppia, un ingegnere residente a Torino, ha chiesto e ottenuto che le esequie dei genitori avvenissero separatamente. Giovedì 29 gennaio, in forma strettamente privata, si terranno i funerali di Maria Assunta Currà a Mileto. La salma di Pasquale Calzone sarà trasportata direttamente al cimitero dove sarà tumulata alla sola presenza dei familiari.
Intanto, le indagini proseguono senza sosta per definire ogni istante di quel pomeriggio. Gli inquirenti stanno analizzando i filmati delle telecamere di videosorveglianza della zona per cronometrare gli spostamenti, dall’arrivo della donna (poco prima delle 14:00) fino alla drammatica scoperta fatta dal fratello dell’omicida, Franco Calzone. È stato lui, preoccupato dal prolungato silenzio, a entrare nell'abitazione trovandosi dinanzi a una scena definita dagli inquirenti un vero e proprio "bagno di sangue".
