Gli operai della "Muraca", affiancati dallo Slai Cobas, si riuniranno in assemblea mercoledì dinnanzi all'Utg, dove chiederanno di incontrare il prefetto

Non c'è pace per i lavoratori della "Muraca srl" in servizio nel Comune di Mileto. Mercoledì, insieme al sindacato che lo rappresenta, lo Slai Cobas, alle ore 10.30 si riuniranno in assemblea di fronte alla Prefettura di Vibo, "al fine di - fanno sapere - sensibilizzare le istituzioni e portarle meglio a conoscenza del problema delle retribuzioni che stanno vivendo, poiché accreditano ancora la mensilità di dicembre 2015, gennaio e febbraio 2016". Con l'occasione, una delegazione di lavoratori chiederà di essere ricevuta dal prefetto.

"Siamo d'accordo che le battaglie sindacali oggi non sono più come negli anni 70 - interviene il coordinatore provinciale del sindacato Nazzareno Piperno -, che i tempi sono cambiati e che non ci sono grandi conquiste o rivendicazioni sociali da fare, ma si deve solo combattere e resistere per stare in piedi, per conservare il lavoro (chi ce l'ha) e continuare a portare a casa un pezzo di pane". E se si sciopera o si protesta - aggiunge - "un motivo c'è e oggi nella maggior parte dei casi il motivo è che, pur lavorando, non si riceve lo stipendio. E non per un mese ma per due, tre mesi di seguito". Un problema, nel settore rifiuti "atavico - continua - e strutturale del comparto della raccolta rifiuti e che spesso (anche se non sempre) alla base ha proprio i cronici ritardi degli Enti nel pagamento dei canoni per lo svolgimento del servizio che, poi, a sua volta, mette le piccole aziende - finanziariamente inadeguate – in condizioni di non pagare le retribuzioni".

E' il caso, sostiene Piperno, del Comune di Mileto, "ove il servizio è ora svolto dalla Muraca s.r.l. e dove i lavoratori non percepiscono nulla ormai da tre mesi con il quarto già in cammino.... Cosa si fa in questi casi? Si sciopera". Per far valere i propri diritti quindi mercoledì si terrà il presidio permanente di fronte alla Prefettura, "perchè solo facendosi vedere e magari alzando un po' la voce - chiude il sindacalista - questa gente avrà la possibilità di farsi valere e non continuare ad essere calpestata per come di fatto sta avvenendo".