Sorpreso in auto a Tropea, ma non poteva allontanarsi da Vibo. Arrestato e scarcerato Mommo Macrì
In auto a Tropea insieme ad altri due giovani pregiudicati. E' stato nuovamente arrestato con l'accusa di violazione della sorveglianza speciale e resistenza a pubblico ufficiale Domenico Macrì, detto "Mommo", 35 anni di Vibo Valentia, già condannato in via definitiva a sei anni di reclusione per associazione mafiosa e ritenuto vicino al clan Lo Bianco. Il giovane, sorvegliato speciale con l'obbligo di soggiorno nella città capoluogo, alla vista dei militari sarebbe sceso da una Bmw allo scopo di far perdere le proprie tracce e non farsi riconoscere. I Carabinieri lo hanno quindi trovato nella sua abitazione a Vibo un paio di ore dopo e qui lo hanno dichiarato in arresto sottoponendolo ai domiciliari in attesa delle determinazioni dell'autorità giudiziaria.
Due denunce. Gli altri due giovani che erano con lui in macchina sono stati invece fermati e identificati dai militari della Stazione di Tropea. Si tratta due ragazzi già noti alle forze dell'ordine e residenti a Vibo. Sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Vibo per favoreggiamento.
Processato e scarcerato. Nella mattinata di oggi Macrì è comparso dinnanzi al Tribunale di Vibo. Il difensore, l'avvocato Francesco Sabatino, ha chiesto la definizione del giudizio nelle forme dell'abbreviato mentre il pm ha invocato nei confronti del 35enne la condanna a 8 mesi di reclusione. Il giudice ha accolto però i rilievi della difesa e ha assolto Macrì "perché il fatto non sussiste". Da qui l'immediata scarcerazione del pregiudicato che resta in regime di sorveglianza speciale con obbligo di dimora nel comune di residenza, ovvero Vibo.
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