Il caso denunciato da una paziente vibonese 

Ne capitano di cose nella sanità vibonese. Ne capitano tante. Perché se anche le professionalità non mancano, è il sistema che non funziona e spesso gli errori di pochi ricadono sui tanti e con azioni tampone che continuano a non "curare" il malato sanità. Così, mentre nelle scorse settimane c'era chi denunciava che per una visita ortopedica allo Jazzolino c'è un tempo di attesa di quattro anni, c'era pure chi dopo aver atteso solo due mesi dalla prenotazione il giorno della visita al Poliambulatorio di Moderata durant non aveva trovato il medico, senza ricevere avvisi né tanto meno senza avere avuto la possibilità di avere un rinvio della visita, se non passando di nuovo da una nuova lunga attesa e, naturalmente, in barba al diritto alla salute. Tutto qui? A quanto pare no.

Il caso. E arriva dalla città, infatti, l'ennesimo caso oggi denunciato nell'edizione de La Gazzetta del Sud, "dopo mesi di attesa – ha spiegato una paziente – finalmente ho potuto effettuare l'ecografia alla tiroide e mi sono accorta che nel referto era riportato 'esame ecografico ai testicoli'. Il mio medico si è messo a ridere ma in realtà ci sarebbe stato da piangere". Insomma, un errore, un'ecografia al posto dell'altra. Approssimazione? Superficialità? Non è dato saperlo. Resta la consapevolezza che errare è umano ma nel Vibonese è perseverare che lo è meno. E così, soprattutto a restare è l'amarezza di chi in questa terra deve fare i conti con la sanità.

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