'Ndrangheta, pressioni per far ritrattare il pentito vibonese: chieste tre condanne (I NOMI)
Chiesti due anni per i genitori del collaboratore e cinque anni e due mesi per il fratello
Il sostituto procuratore generale Gabriela Sforza ha chiesto tre condanne nel giudizio d'appello bis sulle presunte pressioni che, secondo l'accusa, sarebbero state esercitate nei confronti del collaboratore di giustizia Emanuele Mancuso per convincerlo ad abbandonare il percorso di collaborazione avviato nel 2018.
Davanti alla Corte d'Appello di Catanzaro il Pg ha sollecitato due anni di reclusione per Pantaleone Mancuso, detto "L'Ingegnere", e per Giovanna Del Vecchio, imputati per violenza privata aggravata dal metodo mafioso, e cinque anni e due mesi di reclusione, oltre a 3.200 euro di multa, per Giuseppe Salvatore Mancuso, accusato di detenzione di armi aggravata dal metodo mafioso. Il procedimento è stato celebrato nuovamente dopo l'annullamento con rinvio disposto dalla Corte di Cassazione. Le difese, rappresentate dagli avvocati Francesco Sabatino, Francesco Capria e Giosuè Bruno Naso, hanno richiamato i principi affermati dalla Suprema Corte, sostenendo l'assenza di specifiche condotte di violenza o minaccia nei confronti del collaboratore. La sentenza è attesa il 30 ottobre.
