Cisal in campo per i lavoratori promette battaglia su previdenza, fisco e occupazione
Il segretario Franco Cavallaro invoca per la Calabria strategie per turismo, infrastrutture e formazione professionale
Dopo la delusione per la legge di bilancio, povera di soluzioni concrete, la Cisal promette battaglia su previdenza, fisco e occupazione. E invoca per la Calabria strategie per turismo, infrastrutture e formazione professionale. Questi i punti chiave al centro del Consiglio nazionale della Confederazione, organizzato a Rimini dal 23 al 25 ottobre scorsi.
Il segretario. “Con le elezioni alle porte la politica rischia di dimenticare i problemi reali del Paese, che in Calabria e nelle altre regioni del Sud sono particolarmente gravi, e si arrende alla logica demagogica già espressa in una legge di bilancio dove si fatica a individuare misure davvero efficaci sui fronti più caldi dello scenario economico e sociale del paese. Tocca a noi della Cisal, oggi più che mai, lottare, forti della nostra autonomia, a tutela di lavoratori, giovani e pensionati per modificare la normativa previdenziale e fiscale, a sostegno dell’occupazione e dell’equità sociale”. È quanto ha dichiarato Francesco Cavallaro, segretario generale della Cisal, a conclusione del Consiglio nazionale della Confederazione. “In Calabria e nelle altre regioni del Centro-Sud Italia - ha affermato il segretario - dove il livello di disoccupazione è ancora più elevato, dobbiamo sederci intorno a un tavolo con il Governo e gli enti locali per definire le strategie più appropriate per creare Lavoro. Ad esempio, la Calabria vanta ben 780 chilometri di costa, è impensabile non riuscire a metterli a frutto con un piano del turismo ben congegnato, peraltro utile alla valorizzazione del contesto ambientale. Piano che richiede anzitutto interventi urgenti sulle infrastrutture e contro le lentezze della burocrazia. Strade, aeroporti, ferrovie sono in condizioni disastrose, come dimostra la famigerata tratta Salerno-Reggio Calabria. E il tempo lunghissimo che trascorre dall’approvazione dei progetti alla loro esecuzione, ne pregiudica spesso l’efficacia”.
Formazione. “Altro terreno su cui dobbiamo investire - ha aggiunto Cavallaro - quello della formazione professionale, determinante per creare figure davvero utili per il mercato del Lavoro e per innalzare il livello di competitività delle imprese”. A questo scopo, ha assicurato il segretario, la Cisal “è in prima linea sul fronte dei rapporti con le istituzioni per sollecitare risposte alle esigenze del territorio e per proporre soluzioni utili alla Calabria e ai calabresi. A livello generale, in ambito previdenziale riteniamo necessario abolire la legge Fornero. Bando a piccoli e frammentari interventi riparatori: è necessario ripartire da zero per costruire un sistema pensionistico serio, che vada a cancellare l’iniquità di norme quali quelle legate al meccanismo di calcolo dell’età pensionabile o che alimentano la deplorata confusione tra assistenza e previdenza, rimaste sostanzialmente invariate nella legge di bilancio presentata dal Governo. In secondo luogo - ha continuato Cavallaro - per contribuire a contenere l’enorme evasione fiscale si dovrebbe introdurre al più presto il “contrasto di interessi”, che darebbe ai cittadini la possibilità di scaricare le spese sostenute e attiva al contempo un controllo automatico sui flussi di denaro. Nella manovra di finanza pubblica vengono presentate come vantaggiose per i cittadini forme di risparmio sull’IVA che privano in realtà il Paese di risorse (circa 15 miliardi di euro all’anno) altrimenti utili per investimenti che incentivino forme di lavoro reale e non “virtuale”. Risparmio che, a prescindere dal merito, risulta peraltro assai modesto rispetto a quanto si potrebbe ricavare da forme efficaci di lotta a un’evasione fiscale che costa al Paese circa 140 miliardi di euro. Con l’aggravante che la strada scelta per il congelamento dell’Iva passa ancora una volta dal deficit, che obbliga a rivedere al rialzo l’obiettivo di indebitamento netto nominale per il 2018. E gli indicatori economici sono purtroppo la prova del nove, nell’evidenziare i limiti del decantato successo delle recenti riforme”.
Investimenti. “A favore dell’occupazione giovanile – ha spiegato ancora Cavallaro - al di là della pur condivisibile decontribuzione prevista dalla legge di bilancio, urgono investimenti per iniziative di formazione professionale realmente utili a preparare e aggiornare le competenze richieste dal mercato del lavoro”. Nel Pubblico Impiego, la Cisal, dopo che il ricorso presentato dalla Fialp “ha sbloccato i rinnovi contrattuali tra il silenzio e l’ostilità di quanti hanno poi tentato di cavalcarne la vittoria, considera inadeguate le risorse previste dal Governo a seguito dell’accordo con i sindacati non autonomi e rivendica con orgoglio la posizione di contestazione espressa fin dall’inizio del confronto”. Sul versante privato la Confederazione, ha aggiunto, “prosegue con sempre maggior determinazione la propria lotta sul fronte di rappresentanza e rappresentatività, consapevole di muoversi in una giungla del cui disordine in tanti vorrebbero approfittare per limitare con legge la libertà sindacale. La forza per condurre queste e altre battaglie - ha concluso il segretario Cavallaro - deriva dalla scelta di Autonomia fatta dalla Cisal il 24 ottobre 1957, confermata nel corso di 60 anni e che, forte anche del recente ingresso nel Cnel come organizzazione maggiormente rappresentativa, ci porterà ad affrontare con armi sempre più affilate le sfide future. Una scelta che, stante l’autonomia di ciascun membro della Confederazione, ne esalti la valenza di sistema consolidato e radicato sul territorio”.
