Dovrà rispondere del reato di maltrattamenti in famiglia l’uomo rinviato a giudizio dal gup del Tribunale di Vibo Valentia, Francesca Loffredo, su richiesta della locale Procura. L’accusa è pesante: l’indagato avrebbe messo in atto numerose condotte violente e minacciose nei confronti dell’allora compagna convivente, causando – secondo il capo d’imputazione – «un grave stato di umiliazione, sofferenza, penose condizioni di vita e un intenso e perdurante timore per la propria incolumità».

Le violenze fisiche e verbali, tra cui schiaffi, botte e minacce di morte, sarebbero andate avanti per circa nove mesi, da novembre 2023 a luglio 2024. La donna ha trovato il coraggio di denunciare tutto ai carabinieri di Tropea, facendo emergere il quadro di un'escalation di maltrattamenti che si sarebbe consumata anche alla presenza della figlia minore della coppia, aggravante che appesantisce ulteriormente la posizione dell’uomo. Nel frattempo, il questore di Vibo Valentia, Rodolfo Ruperti, ha emesso nei confronti dell’indagato un provvedimento di ammonimento, intimandogli di astenersi da qualsiasi ulteriore comportamento persecutorio o violento. L’udienza di apertura del processo è fissata per il prossimo 19 giugno.