Un labirinto di competenze incerte, un limbo amministrativo che si traduce in un pericolo costante per chiunque si metta alla guida. La ex Strada Statale 522 torna al centro della bufera politica per quello che Antonio Schiavello, capogruppo di Fratelli d’Italia, definisce senza mezzi termini un "immobilismo inaccettabile".

Nonostante i ripetuti solleciti in Consiglio e una serie di denunce pubbliche, il tratto stradale continua a versare in uno stato di abbandono che lo ha reso tristemente noto come una "trappola mortale".

Il nodo della questione è tanto semplice quanto drammatico: ad oggi, non è chiaro quale ente debba effettivamente occuparsi della manutenzione. Questo vuoto di titolarità ufficiale ha generato una paralisi gestionale mentre le voragini sull'asfalto continuano ad aprirsi.

«Non è un attacco pretestuoso all'amministrazione — chiarisce Schiavello — ma una denuncia contro un silenzio collettivo che dura da troppo tempo. Questa è la strada che nessuno vuole gestire, ma intanto l'asfalto reclama vittime. Cosa stiamo aspettando per agire?».

Per spezzare la catena della burocrazia, il capogruppo di FdI ha indicato una strategia netta, formalizzando la richiesta di convocazione per tutti i possibili attori in gioco: Comune, Provincia e Regione. Secondo Schiavello, l'intervento di messa in sicurezza non richiederebbe investimenti faraonici. «Il paradosso è che con poche risorse il problema si risolve. Manca la volontà di coordinarsi, non i fondi», incalza l'esponente di Fratelli d’Italia.

L'appello finale è un richiamo alla responsabilità istituzionale. Per Schiavello, la sicurezza stradale è un diritto primario che non può soccombere davanti a un rimpallo di carte bollate. «Chiedo un atto di responsabilità: l'istituzione di un tavolo tecnico non è più rinviabile. I cittadini hanno il diritto di sapere chi deve garantire la loro incolumità su quel tratto di strada».