Gianluca Callipo non ci sta e risponde ai contrari: "I commenti negativi sono legittimi quando non sfociano nell'intolleranza integralista"

I festeggiamenti prima, la polemica dopo. A Pizzo il dibattito politico si infiamma, a seguito della celebrazione delle prime nozze gay. Il 30 dicembre scorso, nel Comune napitino, è infatti nata l'unione civile tra due ragazzi. A rito concluso, il sindaco Gianluca Callipo ha pubblicato sui social le immagini della cerimonia, dicendosi "orgoglioso ed emozionato" per questo primo matrimonio che "sfrutta l'opportunità offerta dalla recente legge Cirinnà". Tra le centinaia di commenti positivi, fa sapere il primo cittadino, si è registrata anche la reazione contraria dell'esponente locale di Forza Italia, Giorgio Caridà, "stretto collaboratore - ci tiene a sottolineare il sindaco di Pizzo - del consigliere regionale Giuseppe Mangialavori". Il commento del forzista, però, non è piaciuto al primo cittadino, che oggi replica alle parole di Caridà.

Il social. "La pubblicazione del post con le foto della prima unione civile celebrata a Pizzo ha scatenato una valanga di commenti positivi, di congratulazioni ai ragazzi e di sinceri auguri per loro futura vita insieme. Reazioni - sostiene Callipo - di grande civiltà che fanno onore ai pizzitani e che mi rendono ancora più orgoglioso di essere il loro sindaco". "Quasi assenti" sul profilo di Callipo - da quanto afferma - "i commenti negativi, che sono anche legittimi, ci mancherebbe, quando però non sfociano nell'intolleranza integralista". "Toni e parole - incalza il sindaco - che la dicono lunga su chi li usa".

La polemica. Ma è il commento del forzista a non lasciare indifferente il primo cittadino, che risponde. L'esponente pizzitano di Forza Italia, Giorgio Caridà, continua Callipo, è collaboratore del consigliere regionale Giuseppe Mangialavori, "il quale spero non condivida quello che dice il suo collaboratore, che non si fa scrupolo di urlare su Facebook, rigorosamente in maiuscolo, termini come "vergogna", "schifo", "vomito", promettendo che questa sarà l'ultima volta che a Pizzo si celebra un'unione civile. Ebbene, si rassegni, perché - continua Callipo - i diritti delle coppie gay sono ormai riconosciuti dalla Legge". "Se vuole cambiare le regole - aggiunge - dovrebbe candidarsi al Parlamento e non al Comune di Pizzo, come invece pare sia intenzionato a fare". Pizzo, chiude il sindaco, "merita molto di più".