"Giallo" a Pizzo sui resti di Murat: nella cripta della bara non c'è traccia (FOTO)
Le ricerche ieri nel punto in cui è raffigurata la bara in una foto del 1975 sono andate avanti per diverse ore, ma senza esito positivo
Le operazioni di ricerca sono andate avanti per diverse ore. Ma niente: non c'è traccia nella cripta del duomo di Pizzo della bara di Gioacchino Murat. Una foto risalente al 1975, con tanto di testimone pronto a indicarne il punto esatto, raffigura il feretro del re proprio dove ieri per ore il Comitato scientifico ha lavorato alla ricerca dei resti. Raggiunto il luogo, però, non si è trovato nulla, se non materiale di risulta e terra. Restano ancora alcune opzioni da valutare e vagliare, prima di darsi completamente per vinti.
La botola dei canonici. Accanto al punto ieri perlustrato si trova, infatti, la botola dei canonici, all'interno della quale, secondo alcuni, potrebbero rinvenirsi i resti del re fucilato. Individuare la bara diventa perciò fondamentale, perché i Ris di Messina sarebbero pronti a intervenire con i dovuti rilievi solo su resti direttamente riconducibili a Murat e non, com'è normale che sia, su tutti i reperti rinvenibili nella cripta. Occorre, insomma, un minimo dubbio, ma che sia ragionevole, per poter procedere. Quel che è certo, per il momento, è che le ricerche riprenderanno, anche se non si sa bene quando, per riportare alla luce qualcosa che, documentato dalla foto e dalla testimonianza, storicamente si è trovato a Pizzo.
Il museo antropologico. Nel frattempo anche la diocesi avrà il suo da fare. Dovrà infatti valutare se sia il caso o meno di far sorgere all'interno della cripta del duomo napitino una museo antropologico, in cui reparti e devozioni possano rivivere nella pietà popolare.
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