Vola dall'ottavo piano dopo una lite, due fermi per l'omicidio di un 31enne
Secondo quanto ricostruito finora dagli investigatori, la caduta non sarebbe stata un gesto volontario né un tragico incidente
Si è chiusa in poche ore la prima fase delle indagini sulla tragica morte del cittadino colombiano di 31 anni, precipitato lo scorso weekend dall'ottavo piano di un palazzo a Pioltello. Gli inquirenti hanno sottoposto a fermo due connazionali della vittima, rispettivamente di 45 e 32 anni, entrambi irregolari sul territorio nazionale, con la pesante accusa di omicidio.
Il dramma si è consumato all'interno di un appartamento di via Cimarosa. Secondo quanto ricostruito finora dagli investigatori, la caduta non sarebbe stata un gesto volontario né un tragico incidente, ma l'epilogo violento di una colluttazione. La vittima sarebbe stata spinta oltre il parapetto, precipitando per oltre 25 metri al culmine di una lite i cui motivi restano ancora al centro degli accertamenti.
Il corpo dell'uomo, un senza fissa dimora con alcuni precedenti, è stato rinvenuto senza vita nel cortile interno dello stabile. A dare l'allarme è stato un vicino di casa che avrebbe assistito impotente alla scena della caduta.
Sin dai primi rilievi effettuati sul posto, gli evidenti segni di lotta rinvenuti nell'abitazione e sul corpo della vittima hanno spinto le autorità a escludere immediatamente l'ipotesi del suicidio. Gli elementi raccolti hanno portato rapidamente all'identificazione dei due sospettati, entrambi domiciliati in città, che sono stati rintracciati e fermati.
Dopo l'interrogatorio e l'espletamento delle formalità di rito, i due uomini sono stati trasferiti presso la casa circondariale di San Vittore a Milano. Restano ora a disposizione dell’autorità giudiziaria, mentre proseguono i rilievi tecnici per fare piena luce sul movente che ha scatenato la violenta aggressione costata la vita al giovane trentunenne.
