La Guardia di finanza ha sgominato un'organizzazione dedita alla clonazione delle carte di credito. Perquisizioni in 16 province italiane

C’è anche un calabrese, Rocco Lombardo, 68enne, domiciliato a Lentate sul Seveso,  in Brianza, tra gli undici destinatari degli ordini di custodia cautelare (quattro in carcere, altrettanti ai domiciliari e tre obblighi di presentazione alla Pg) eseguiti stamani dalla Guardia di Finanza di Siracusa, in Sicilia, nel corso dell’operazione denominata “Walking Card”, e che avrebbe fatto luce su presunta associazione a delinquere che avrebbe utilizzato indebitamente carte di credito clonate. Lombardo è finito agli arresti domiciliari. I finanzieri hanno eseguito inoltre perquisizioni in 16 province della Penisola.

Cattura di schermata (9)Struttura dell'organizzazione. Gli investigatori si dicono certi di aver ricostruito anche i compiti che ciascun componente dell’organizzazione avrebbe svolto all’interno: il centro per la gestione informatica, con sede a Catania, sarebbe stato assicurato da Antonino Agatino Messina (41), sottoposto alla custodia in carcere. Il compito di quest’ultimo, secondo la tesi accusatoria, sarebbe stato quello di decriptare i codici acquisiti illecitamente delle carte degli ignari possessori, attraverso un’apparecchiatura posizionata sui Pos di commercianti compiacenti. Vi sarebbe stato poi un gruppo di soggetti con il ruolo di procacciare nel nord Italia titolari di esercizi commerciali presso cui utilizzare le carte clonate. Tra questi le Fiamme gialle indicano Giovanni Taccia (54 enne siracusano), sottoposto alla custodia in carcere; il calabrese Rocco Lombardo (68), sottoposto ai domiciliari; Luigi Spera (58) pugliese residente a Milano e già coinvolto nel procedimento relativo alla tentata estorsione ai danni dei familiari di Mike Bongiorno dopo il trafugamento della sua salma ed oggi sottoposto all’obbligo di presentazione alla Pg; Flavio Laudani (30) catanese, sottoposto all’obbligo di presentazione; Enzo Cesarini (43), italo tedesco residente a Reggio Emilia, sottoposto ai domiciliari.

Come funzionava il meccanismo. Le modalità operative utilizzate dall’organizzazione consistevano nell’acquisizione illecita dei codici attraverso apparecchiature installate sui Pos di commercianti considerati compiacenti, nell’inserimento dei numeri di codice su una nuova carta al fine di un nuovo utilizzo apparentemente lecito, nella ricerca di esercizi commerciali compiacenti per strisciare le carte ed ottenere la disponibilità di ingenti somme sui conti correnti legati al POS. Alla fine, veniva monetizzata la “strisciata”, tramite il titolare del negozio che si recava in banca a prelevare, dividendo poi il ricavato secondo percentuali stabilite (circa il 50%).

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