Riduzione in schiavitù e lesioni: vibonese lascia il carcere per i "domiciliari"
Passa agli arresti domiciliari, Antonio Pititto, 62 anni, di Cessaniti, detenuto sinora nel carcere di presso di Paola poichè condannato per riduzione in schiavitù (costretto a bere persino nell'abbeveratoio degli animali) lesioni personali aggravate nei confronti di un extracomunitario del Ghana. E' stato il Tribunale di Sorveglianza di Catanzaro ad accogliere l'istanza di detenzione agli arresti "domiciliari" presentata dall'avvocato Demetrio Procopio fondata su motivi di salute. Dopo un breve periodo di ricovero nella clinica Tricarico di Belvedere Marittimo, Antonio Pititto passa quindi agli arresti domiciliari.
In primo grado Pititto è stato condannato a 13 e 10 mesi di reclusione dalla Corte d'Assise di Palmi. In appello ha poi assunto la difesa l'avvocato Procopio. La Corte d'Assise d'Appello di Reggio Calabria ha in seguito ridotto la pena ad anni 11 e mesi 2, confermati dalla Cassazione nel giugno scorso.
