Fra le richieste di pena anche quella per l'ex sindaco di Vibo, Michele Montagnese, e per l'imprenditore Pietro Macrì, già vicepresidente di Confindustria Vibo

Pene complessive per 398 anni e 9 mesi di reclusione sono state chieste al Tribunale di Cosenza dal pm, Giuseppe Visconti, nei confronti di 15 imputati coinvolti nel processo sulla società “Tesi” operante nel settore dell’informatica. Si tratta di un’inchiesta e di un processo trasferito a Cosenza per competenza territoriale e che costituisce un troncone della più vasta e nota indagine denominata “Why Not” avviata dall’allora pm della Procura di Catanzaro Luigi De Magistris. Fra le richieste di pena, due interessano imputati di Vibo Valentia. Si tratta di Michele Montagnese, 66 anni, commercialista per il quale il pm ha chiesto la condanna a 3 anni di reclusione, e Pietro Macrì, 51 anni, imprenditore, per il quale è stata chiesta la condanna a 3 anni e 9 mesi. Nel corso della requisitoria, il pm ha puntato  sulla relazione del curatore fallimentare ricostruendo la situazione contabile della società Tesi, operante nel settore dell’informatica, ed i suoi rapporti con Fincalabra, la finanziaria della Regione Calabria. La società “Tesi”, secondo l’accusa, avrebbe registrato significative perdite economiche a partire dal 2001 e nel 2002 si sarebbe registrato un forte declino dell'azienda. Gli organi societari non avrebbero impedito il declino della “Tesi”, nonostante la funzione di controllo sulle attività della società. Funzione di controllo che, secondo la Procura, non sarebbe stata esercitata con la dovuta accortezza portando la società “Tesi”, dichiarata fallita il 14 giugno 2007, alla bancarotta.  I fatti oggetto delle contestazioni giudiziarie sarebbero avvenuti tra il 2002 e il 2006. Gli amministratori e i sindaci della società Tesi, in pratica, sono accusati di aver provocato passivita? per poco meno di 5 milioni di euro attraverso l’effettuazione di operazioni ritenute dal pm illecite. Oltre ai due vibonesi, il pm della Procura di Cosenza ha chiesto la condanna di: Luciano Vigna, 42 anni, attuale vicesindaco di Cosenza e già commissario della federazione di Cosenza di Alleanza Nazionale (2 anni la richiesta di condanna); Michelangelo Spataro, 56 anni, attuale consigliere comunale di Cosenza (3 anni la richiesta di pena);

Perugini

Salvatore Perugini ( in foto a sinistra ) 63 anni, ex sindaco di Cosenza (2 anni la richiesta di condanna); Renato Pastore, 70 anni, imprenditore informatico e già presidente di Confindustria Cosenza (2 anni la richiesta di pena); Filomeno Pometti, 79 anni, di Corigliano Calabro (3 anni),  Francesco Capocasale, 59 anni, di Dipignano (2 anni); Gianluca Bilotta, 46 anni, di Mendicino  (2 anni); Luigi Vacca, 80 anni, di San Basile (2 anni); Nicola Costantino, 49 anni, di Reggio Calabria (3 anni); Saverio Fascì, 64 anni, di Melito Porto Salvo (Rc)  (2 anni); Francesca Gaudenzi, 56 anni, Cosenza (2 anni); Antonio Gargano, 75 anni, di Amalfi, già presidente di  Fincalabra Garanzie (3 anni e 9 mesi). Unica richiesta di assoluzione quella  per Pasquale Citrigno, 59 anni, Cosenza, amministratore della società Tesi.

Gli imputati sono tutti accusati di aver agito in concorso, utilizzando la società di informatica “Tesi spa” (ente strumentale partecipato dalla finanziaria regionale Fincalabra) come schermo per ottenere illecitamente fondi europei e l’affidamento diretto di appalti nel settore telematico, bypassando qualsiasi tipo di bando. La Tesi spa si trovava in un grave stato di difficoltà finanziaria, ma il dissesto (si sono stimati debiti pari a euro 4.826.437,89) sarebbe stato opportunamente occultato per permettere l’ingresso nella compagine societaria di un altro organismo, il Consorzio Clic. L’operazione, secondo la tesi accusatoria, sarebbe stata voluta dai politici.

Montagnese

Michele Montagnese  (foto a sinistra ) dal luglio 1989 al marzo 1990 è stato sindaco di Vibo Valentia con la Democrazia Cristiana. Prima, e successivamente, è stato più volte consigliere comunale di Vibo Valentia con lo stesso partito. E’ stato presidente dell’ex Usl di Vibo  (oggi Asp), ricoprendo incarichi direttivi anche nel Consorzio Industriale di Vibo e nella Camera di Commercio vibonese (presidente dei revisori dei conti dell’ente camerale). Nelle politiche del 2006 è stato candidato al Senato della Repubblica con la lista di Forza Italia, ma non è stato eletto. Attualmente Montagnese ricopre la carica di presidente del Conservatorio di Musica “Fausto Torrefranca” di Vibo.

Pietro Macrì, 51 anni, di Vibo, imprenditore e presidente della società Met Sviluppo, è stato alla guida del settore terziario di Confindustria Vibo.

Il processo riprenderà dinanzi al Tribunale collegiale di Cosenza, presieduto dal giudice Lucia Marletta, il 7 gennaio con gli interventi dei difensori degli imputati. Per il 21 gennaio è prevista la sentenza. (g.b.)