"La Polizia di Stato è un importante punto di riferimento in un territorio martoriato dalla criminalità organizzata come quello Vibonese, e il Posto Fisso di Polizia è da svariati decenni 'la Polizia di Stato' a Tropea, un baluardo di legalità in una delle migliori vetrine turistiche nazionali, in un territorio, quello di Tropea, che muove buona parte dell’economia provinciale". Così il segretario provinciale del Sindacato italiano unitario lavoratori Polizia (Siulp), Franco Caso, che spiega la necessità che la stessa "Perla del Tirreno" sia dotata di un Commissariato: "Il Siulp, che ha sempre sostenuto il concetto fondamentale che 'non può esservi sviluppo senza sicurezza', ritiene importantissima la presenza della Polizia di Stato nella città di Tropea e sulla Costa degli Dei e quindi invita tutte le autorità locali e tutti i rappresentanti del popolo ad impegnarsi nel medesimo senso: elevare il Posto Fisso di Polizia a Commissariato di Polizia".

L'attentato al sindaco di Tropea. Ma ci sono le condizioni per fare questo salto in avanti? "Ricordo il deplorevole attentato subito dall’allora sindaco della città di Tropea - spiega Franco Caso - e già in quell’anno avanzammo la richiesta di elevare il Posto Fisso di Polizia a Commissariato". In quell'occasione, però, "il ministero dell’Interno ci rispose che l’elevazione non poteva avvenire poiché 'nel comune è già presente la Compagnia e la Stazione dell’Arma dei Carabinieri, nonché la Tenenza della Guardia di Finanza che, unitamente al presidio della Polizia di Stato, assicurano in sinergia il dispositivo della sicurezza'".

Entro il 2026 presidio a rischio chiusura. Oggi, invece, la situazione è cambiata: "Dall’ultima direttiva del ministero dell’Interno - continua il segretario del Siulp - viene specificato che i Posti Fissi di Polizia (come quello di Tropea) possono rimanere operativi solo nella fase transitoria e che, in attuazione del 'piano programmatico pluriennale', da operarsi a decorrere dal 2021, per il completo adeguamento del complessivo assetto periferico dei presidi territoriali, si devono poi operare le riduzioni o gli incrementi. In altre parole, entro la fine della fase transitoria che ha come termine ultimo il 31 dicembre 2026: il presidio di Tropea 'o si eleva o viene chiuso'”.

Le domande alla cittadinanza. Da qui due domande che il Siulp vuole porre ai cittadini: "Può il territorio di Tropea privarsi dello storico presidio di legalità, ovvero di questo importante punto di riferimento qual è il Posto Fisso della Polizia di Stato? Verrà assicurato poi il dispositivo di sicurezza in quel territorio senza il presidio della Polizia di Stato, visto che nel 2015 fu proprio il Ministero dell’Interno ad affermare che 'la Compagnia e la Stazione dell’arma dei Carabinieri, la Tenenza della Guardia di Finanza ed il Posto Fisso della Polizia di Stato assicurano in sinergia il dispositivo della sicurezza' su Tropea?".

"L'attuale organico sarebbe raddoppiato". La creazione del Commissariato, sostiene il Siulp, porterebbe indubbi benefici alla città di Tropea: "Raddoppierebbe sicuramente l’attuale organico di unità operative presenti nel Posto Fisso - afferma Caso - e indirettamente innalzerebbe in modo considerevole l’attuale livello di controllo del territorio ed i servizi per il cittadino (denunce, rilascio e rinnovo passaporti ed altri servizio di polizia amministrativa), con una ricaduta positiva enorme in termini di sicurezza e quindi di sviluppo". "È inoltre fattibile nel breve periodo - conclude - qualora ve ne fosse la volontà da parte di tutti gli attori in causa: si tradurrebbe solamente in alcuni accorgimenti dello stabile e nell’incremento di uomini e mezzi".