Tempo di primi bilanci nel 2018 per i carabinieri. Concluso il primo semestre di attività nel settore agroalimentare, della tutela del lavoro e della sanità, questa mattina è stato fatto un primo resoconto nella sede del Comando provinciale di Vibo Valentia. "Perchè il concetto di sicurezza - ha detto il maggiore Luca Romano - va declinato sotto vari aspetti". Sotto la lente d'ingrandimento sono finite le attività di vari reparti e di diversi ambiti: l'alimentare, i farmaci, la filiera di riproduzione". Chiaro l'intento, "tutelare, anzitutto, ciò che il cittadino mangia anche in un momento in cui si ha a che fare, nel campo dell'import-export con veri e propri giganti economici".




Il punto della situazione è stato fatto dal tenente colonnello Vincenzo Maresca, per quel che attiene ai Nas. Il graduato ha spiegato come difendersi dalle frodi alimentari e si è soffermato "sul modo in cui le forze dell'ordine analizzano e ripercorrono la filiera degli alimenti". Solo in provincia di Vibo, partendo da questi presupposti sono state chiuse dall'inizio dell'anno fino ad oggi, quattordici attività. Una percentuale elevata rispetto alla media nazionale.

Per quanto attiene all'agroalimentare, a fare il punto della situazione, è stato il comandnate del reparto tutela agroalimentare di Messina Mauro Gazzi. Due le tipologie di reato più comuni da perseguire: "La branca delle frodi all'Unione europea e quella della filiera agroalimentare". Ebbene, sulle frodi comunitarie, è stato chiarito che bisogna tenere sempre gli occhi aperti. "Basta infatti presentare una domanda all'Agea per ottenere abbastanza facilmente contributi". Negli ultimi anni i controlli "vengono fatti tramite piattaforme informatiche". Nel mirino finiscono così, sempre più spesso "terreni incolti o imperti per i quali vengono sottratte somme indebitamente all'Ue". Quanto alla filiera agroalimentare, sotto la lente è stato posto il rapporto tra produttore e consumatore e viceversa. Ovviamente "i sequestri - è stato puntualizzato  - sono l'extrema ratio. Piuttosto - ha concluso Gazzi  -si tenta di abituare le persone ai controlli".

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