Il mondo celebra il tecnico romano. La sua carriera da allenatore è iniziata nel 1986 in Calabria dove da giocatore indossò anche la maglia del Catanzaro

di MIMMO FAMULARO

Il 2 maggio 2016 è un giorno storico per il calcio inglese. Una data che resterà scolpita per sempre nella memoria di Claudio Ranieri. E' il giorno del suo successo più grande, più bello e più incredibile. Una vittoria sorprendente ed inaspettata. Il suo Leicester conquista il titolo di campione d'Inghilterra. Un trionfo che arriva alle soglie dei 65 anni, nel meglio di una carriera trentennale che sembrava ormai avviata verso la fine. Una carriera da allenatore iniziata nel 1986 in Calabria, alla Vigor Lamezia, ma che ha visto il tecnico romano sulle panchine più prestigiose di Italia, Spagna e Inghilterra.

La Calabria nel cuore. Tutto è iniziato nella stagione 1986-1987 da Lamezia Terme. Claudio Ranieri ha appena attaccato le scarpe al chiodo. Idolo del Catanzaro con il quale da giocatore aveva conquistato la Serie A, la sua carriera da allenatore è partita proprio dalla provincia catanzarese, da una piccola società dell'allora campionato Interregionale, l'attuale Serie D, la Vigor Lamezia. Un'esperienza che ora torna nella mente di chi in queste ora sta celebrando la favola Leicester e l'impresa del sessantacinquenne allenatore romano. L'altro ieri anche il The Guardian, famosissimo tabloid britannico, ha aperto la parentesi di Ranieri in Calabria e, in particolare, a Lamezia. Un storia intensa, benché durata pochi mesi. Claudio lasciò la panchina biancoverde da primo in classifica per dissapori all'interno di uno spogliatoio spaccato a metà.

claudio ranieri 2Psicologo ed innovatore. Psicologia applicata allo sport e marcatura a zona le sua armi principali fin dall'esperienza lametina. “Ogni martedì – racconta al Guardian l'ex capitano di quella Vigor Fabio Fraschetti – Ranieri arrivava al campo con un fascio di giornali sotto il braccio. Leggeva negli spogliatoi le pagelle e commentava i voti. Non per metterci in imbarazzo ma per sdrammatizzare e mostrare che tutto ciò non aveva alcuna importanza”.
Claudio Ranieri era già proiettato al futuro. Un pensatore e anche un innovatore. Imbattuto fino alle dimissioni arrivate dopo dodici partite. Fraschetti spiega perché all'improvviso il tecnico campione d'Inghilterra decise di fare le valige e lasciare Lamezia e la Calabria. "C'era un agente che era molto vicino al presidente in quel momento e una buona parte di giocatori apparteneva alla sua scuderia. Ranieri andava avanti per la propria strada facendo giocare chi meritava. Ciò ha portato attriti e momenti di tensione. Così, alla fine, si è dimesso".

Da Gatto a Perrotta. E' qui che emerge l'altro lato di Ranieri: uomo di principi e manager che tratta tutti allo stesso modo. Lo sa bene Antonio Gatto, attuale tecnico della Vigor Lamezia. Nel 1986 aveva appena 16 anni e già era in prima squadra. "Dal primo giorno – ricorda - Ranieri mi ha trattato come se fossi molto più vecchio e non aveva alcun problema a gettarmi nella mischia". A proposito di Calabria e di giocatori calabresi. Ranieri ne ha allenato uno che è arrivato sul tetto del mondo con la Nazionale italiana, Simone Perrotta. “Ogni allenatore – spiega l'ex centrocampista della Juve e della Roma – ha il suo metodo per far esprimere al meglio i propri giocatori. La particolarità di Ranieri è il senso di empatia che riesce a trasmettere alla squadra”. Insomma, non uno special-one, ma un allenatore normale che è riuscito a fare cose ugualmente straordinarie.