Disastro rossoblù al "Luigi Razza": la Vibonese affonda nella nebbia contro la Sancataldese
Clamoroso tonfo interno contro la Sancataldese (0-2): i rossoblù finiscono in nove e vedono lo spettro della retrocessione
Se il successo del D'Ippolito doveva essere la scintilla della rinascita, il pomeriggio del "Luigi Razza" ha restituito l'immagine di un incendio spento sul nascere. La Vibonese crolla rovinosamente sotto i colpi di una Sancataldese cinica e ben organizzata, trasformando lo scontro diretto della trentesima giornata in un vero e proprio calvario sportivo. Nella nebbia che ha avvolto lo stadio calabrese, la visuale sul futuro della Serie D resta ridotta e spaventosa.
L'avvio del match è un monologo siciliano. La Sancataldese entra in campo con la bava alla bocca, aggredendo ogni portatore di palla e schiacciando la Vibonese nella propria trequarti. Già al 3' Marano deve compiere un mezzo miracolo su un'incornata ravvicinata dagli sviluppi di un corner. La Vibonese prova a scuotersi con le fiammate di Coulibaly, ma l’attaccante rossoblù vive una giornata di scarsa lucidità: prima calcia centralmente tra le braccia di Maravigna, poi fallisce un'occasione colossale allungandosi il pallone a tu per tu con il portiere ospite.
Al 23' arriva la doccia fredda. Un'azione travolgente sulla corsia di destra libera un cross rasoterra che taglia l'intera area di rigore; il terreno pesante frena la sfera, Keita esita nell'intervento e Rozzi ne approfitta come un falco per siglare lo 0-1. La reazione dei padroni di casa è affidata ai corridoi centrali di capitan Di Gilio, ma i suoi suggerimenti per Carnevale finiscono regolarmente nel vuoto per mancanza di precisione sotto porta. La supremazia ospite è certificata dai numeri: ben sette tiri dalla bandierina in soli quarantacinque minuti.
Nella ripresa ci si aspetterebbe l'assalto rossoblù, ma la Vibonese appare macchinosa, lenta nella costruzione e priva di varianti tattiche che non siano i lanci lunghi dalle retrovie. La Sancataldese controlla senza affanni e al quarto d'ora assesta il colpo di grazia. Marchetti, in preda alla frustrazione, commette un fallo ingenuo in area di rigore rimediando il cartellino rosso diretto. Dal dischetto Russo è implacabile e firma lo 0-2 che chiude virtualmente i conti.
Il finale è un concentrato di nervosismo che trascende l'aspetto tecnico. In una fase di gioco concitata, anche il capitano Di Gilio rimedia l'espulsione, lasciando i suoi in nove uomini. Dalla panchina siciliana viene allontanato Calabrese, ma la festa è tutta ospite. La Vibonese chiude il match con il morale sotto i tacchetti: la salvezza, oggi, sembra un miraggio perduto tra i fumi della nebbia vibonese.
