Quella che doveva essere una semplice mediazione linguistica per un contratto d'affitto si è trasformata in un brutale agguato di sangue. Emergono dettagli agghiaccianti sull'episodio di violenza consumatosi in un appartamento di contrada Frasso, dove un cittadino di origini pakistane è stato ridotto in fin di vita da una serie di fendenti.

Secondo la ricostruzione fornita dai legali della vittima, gli avvocati Alfredo e Gianluigi Zicarelli, l'uomo si era recato nell'abitazione di viale Virgilio in veste di traduttore. Accompagnato dalla compagna e dal proprietario dell'immobile, voleva solo facilitare le trattative per alcuni connazionali che non parlavano italiano.

Tuttavia, l'accoglienza è stata spaventosa. Dall'ombra di una stanza sarebbe sbucato l'aggressore che, senza apparente motivo, si è scagliato contro il mediatore prima con i pugni e poi brandendo un coltello. La vittima, nonostante i tentativi disperati di parare i colpi, è stata raggiunta da diversi fendenti in zone vitali.

Il racconto si fa ancora più cupo nella testimonianza della compagna dell'uomo, che ha sporto a sua volta denuncia. La donna ha riferito attimi di puro terrore: l'assalitore le avrebbe puntato la lama contro l'addome, minacciando di ucciderla prima di essere finalmente disarmato dai presenti.

Sul posto, oltre ai sanitari del 118 che hanno trasportato d'urgenza il ferito in ospedale — dove versa tuttora in gravi condizioni — sono intervenuti gli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Corigliano Rossano.

Mentre la comunità locale resta scossa dall'accaduto, l'attività investigativa prosegue senza sosta. Il presunto aggressore sarebbe già stato individuato e identificato dalle autorità: al momento la sua posizione è al vaglio della Procura, con una denuncia a piede libero che pende sul suo capo, mentre si attende l'evoluzione del quadro clinico della vittima per definire con esattezza il capo d'imputazione.