Spettabile redazione di Zoom24,
sono Claudio Iovane, ho 37 anni e nella vita esercito la professione di odontoiatra. Da oltre quindici anni, mi capita spesso di essere incaricato di svolgere la delicata e onerosa funzione di presidente di seggio elettorale presso il comune di Montauro (CZ), nel quale risiedo.
Essendo molto sensibile ai temi della legalità, e operando sempre nella massima onestà intellettuale, trasparenza e imparzialità — valori che ho alimentato fin da ragazzo, quando facevo l'arbitro di calcio —, ogni volta mi prendo il tempo di rileggere attentamente il regolamento delle operazioni di voto per essere pronto e preparato ad agire nel pieno rispetto delle norme.
Durante le recenti elezioni regionali, mi è capitato un episodio che credo possa offrire una riflessione utile a tutti.
Una elettrice mi ha chiesto di poter essere fotografata all'interno della sala di votazione, nell'atto di inserire la scheda nell'urna, per poi pubblicare l'immagine sui social, come ormai molti fanno.
Le ho spiegato che il regolamento parla chiaro: "Al momento della riconsegna della scheda, il presidente verifica se la scheda è la stessa che aveva consegnato all'elettore; si accerta che sulla parte esterna non vi siano segni o scritture che possano portare al riconoscimento dell'elettore; deposita la scheda nell'urna; fa attestare l'avvenuta riconsegna invitando uno scrutatore ad apporre la propria firma accanto al nome dell'elettore nella apposita colonna della lista sezionale."
Dunque, è il presidente, e nessun altro, a depositare la scheda nell'urna.
Inoltre, pur non essendo espressamente vietate dal regolamento, fotografie o riprese all'interno della sala possono interferire con il normale svolgimento delle operazioni, e in taluni casi compromettere ordine, sicurezza e privacy; il presidente ha pertanto il potere di disporne il divieto. Durante il confronto ho scoperto che l'elettrice in questione — che non conoscevo personalmente — era candidata al consiglio regionale. Dopo aver compreso le mie motivazioni e avendo dimostrato sincera attenzione per il tema della legalità, ha accettato la mia proposta di fare la fotografia al termine della votazione, all'uscita del seggio, davanti al manifesto dei candidati.
Ho poi constatato che sui social è ormai prassi che i candidati pubblichino la loro foto nell'atto di inserire la scheda nell'urna: un gesto comprensibile, pensato per comunicare la propria partecipazione e invitare i cittadini al voto. Tuttavia, questo gesto simbolico, nell'intento di comunicare entusiasmo civico, rischia di trasmettere un messaggio sbagliato ("se è concesso a lui, posso farlo anch'io"), minando la credibilità delle nostre consultazioni democratiche e la sicurezza nei seggi.
Probabilmente la candidata in questione — che ringrazio per la collaborazione, se dovesse leggere queste righe — è stata una delle poche a non pubblicare la foto di rito davanti all'urna, a causa della mia rigida ma doverosa opposizione. Ma in fondo, il rispetto della legalità passa anche dal sapersi differenziare, rinnegando quella che molti considerano una "prassi comune".
Per questo rivolgo un semplice invito ai miei colleghi: presidenti di seggio, rispettiamo il regolamento!
Ringrazio la redazione per lo spazio che vorrà concedere a questa riflessione, che spero possa contribuire a diffondere una maggiore consapevolezza civica.

Claudio Iovane