Reddito di cittadinanza, restituiti dalla Cassazione 13mila euro nel Vibonese
La Corte di Cassazione, Sezione- III- Penale, accogliendo il ricorso interposto dall'avvocato Sandro D'Agostino, in difesa di D.B.M., ha annullato senza rinvio il sequestro per equivalente disposto per circa 13 mila euro nei confronti di un percettore di reddito di cittadinanza. Il ricorso in Cassazione impugnava l'Ordinanza emessa dal Tribunale del Riesame di Vibo Valentia emessa in data 4.11.2021 (motivazioni depositate il 15.11.2021) con la quale si rigettava la richiesta di riesame interposta avverso il decreto di sequestro preventivo emesso dall'Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari che aveva disposto il sequestro- di quanto percepito, quale sussidio legato al reddito di cittadinanza.
Si tratta di una pronuncia che potrebbe innovare la materia atteso che escluderebbe la sussistenza del reato introdotto dalla disciplina in materia, essendo stata accolta la- tesi dell'inapplicabilità degli effetti dell'interdizione perpetua dai pubblici uffici, ex-art. 28, n. 5 C.P. al Reddito di Cittadinanza". La difesa, aveva sostenuto la contraddizione interna al provvedimento impugnato che da un lato considera- "il reddito di cittadinanza"- come- "prestazione a carattere assistenziale- finalizzata a soddisfare le primarie esigenze di vita", ed allo stesso tempo lo equipara ad uno "stipendio, pensione- o- assegno", ordinando- il - sequestro delle somme percepite.
