Quattro esponenti dell'esecutivo, per diverse ragioni, sono stati già sostituiti. Ed altri tre sembrano sulla graticola. Il tutto a meno di due anni dal voto che avrebbe dovuto segnare la discontinuità con le passate amministrazioni

Tra dimissioni più o meno volontarie ed abbandoni forzati, la giunta comunale di Vibo Valentia, a meno di due anni dal proprio insediamento, appare già stravolta. Ed il sindaco si prepara a mandare a casa altri tre assessori. Ma proviamo a ripercorrere le alterne vicende dell'esecutivo.

Il primo a gettare la spugna, per incomprensioni con la burocrazia comunale e con il sindaco che evidentemente la assecondava, era stato nel giorno di San Silvestro del 2015, l'assessore all'Ambiente Vincenzo De Filippis sostituito da Antonio Scuticchio. I suoi toni morigerati ingannavano i più. Lo scaricabarile sugli uffici facilitava il tutto. Ma da quella decisione era chiaro che l'idillio tra Ncd e capo dell'Amministrazione era già finito.

L'inchiesta. Passavano pochi mesi e a seguito di un'inchiesta della Procura sull'abusivismo edilizio in contrada Buffetta, gettava la spugna l'assessore ai Lavori pubblici Francesco Alessandria. Al suo posto Lorenzo Lombardo individuato da Forza Italia. 

 

La burocrazia. Nel frattempo, su palazzo “Razza”, si era Cutri Brunoscatenato il ciclone Bruno Cutrì che aveva messo nel mirino incarichi e parentele sospette. Il suo muro contro muro con il primo cittadino si sarebbe concluso esattamente un anno più tardi, il 21 gennaio 2016, con le dimissioni indotte da un isolamento durato mesi. A sostituirlo, Silvia Riga.

Il diktat di FI. Poche settimane prima, Costa si era visto costretto a prendere l'unica decisione che in cuor suo avrebbe evitato. Sul finire del 2016, era stato il gruppo de “I liberali per Vibo”, alias Forza Italia, a pretendere la testa di Loredana De Marco. E l'ex magistrato – altro che indipendenza dai partiti - aveva puntualmente eseguito l'ordine sostituendo l'assessore al Personale con Raffaele Manduca. Dunque, già quattro cambiamenti, a cui se ne potrebbero aggiungere ulteriori tre destinati a stravolgere del tutto l'originario assetto dell'esecutivo. Sulla graticola ci sono, Nico Console (assessore al Commercio), Raffaela Imeneo (assessore al Bilancio) e Antonio Scuticchio (assessore all'Ambiente)