Femminicidio nel Vibonese, la riflessione di Antonella Rotella: "Prevenire prima che sia troppo tardi"
Dopo l’uccisione di Assunta per mano del marito, Antonella Rotella invita a rafforzare i percorsi di supporto emotivo nelle separazioni
La tragedia che ha colpito Mileto, con la morte di Assunta per mano del marito Pasquale, solleva interrogativi profondi sul ruolo della società e delle istituzioni nella prevenzione del femminicidio. A intervenire con un comunicato riflessivo e propositivo è Antonella Rotella, Consigliera di Parità supplente della Provincia di Vibo Valentia.
«Ci troviamo di fronte a un esito tragico di bisogni emotivi divergenti e di fratture affettive non elaborate – scrive Rotella –. La donna ha perso la vita per l’incapacità del marito di accettare la fine del rapporto. Una doppia sconfitta umana prima ancora che giuridica».
La Consigliera sottolinea come la ripetitività di questi casi imponga una riflessione sulla prevenzione: non bastano interventi repressivi, servono percorsi strutturati di sostegno emotivo in fase di separazione, rivolti a entrambi i partner. Particolarmente strategico sarebbe l’intervento delle Case di Comunità, con psicologi delle cure primarie pronti a supportare singoli o coppie in conflitto, contribuendo a ridurre il rischio di escalation violenta.
Rotella auspica inoltre una collaborazione con il Tribunale Civile, per informare e orientare i coniugi verso servizi di supporto psicologico, non come imposizione ma come opportunità di tutela. La cultura della cura, la lettura dei segnali precoci e l’attivazione tempestiva dei servizi diventano, in questa prospettiva, responsabilità condivise di tutta la comunità.
«Il femminicidio – conclude – può insinuarsi ovunque, anche dove nulla sembra presagire l’esito tragico. Riconoscere i segnali per tempo è il compito più difficile ma anche il più urgente».
