Vibo: piazza Annarumma, dopo il taglio degli alberi solo abbandono e degrado
Il Forum delle Associazioni si è recato ieri nell'area vittima dell'operazione messa in atto dalla precedente giunta D'Agostino nel mese di febbraio. Le piante sono state abbattute perchè ritenute pericolose
Quel polmone verde che non c'è più. Una ferita profonda per la città di Vibo. Una ferita che rimarrà aperta ancora per molti anni nel cuore degli abitanti della zona di Piazza Annarumma. La pinetina è stata ormai praticamente rasa al suolo. E dopo dieci mesi in quell'area giochi alberga solo tanto degrado. Così nella mattinata di ieri, alcuni esponenti del Forum delle associazioni hanno avvertito il bisogno di fare un mesto "pellegrinaggio" in un luogo della città diventato un “non luogo” ad opera di amministratori ciechi che hanno voluto distruggere un polmone verde del capoluogo. Abbiamo quindi apposto - ha chiarito il portavoce Antonio D'Agostino - dei cartelli con la speranza che vengano letti e che ci si rifletta sopra".
Numerosi gli interrogativi. "Perché lo abbiamo fatto? Perché misfatti del genere non possono e non devono entrare nel bagaglio sempre più pesante della dimenticanza e dell’indifferenza dei vibonesi. Per ricordare loro che un luogo bello educa alla bellezza e genera armonia mentre un luogo brutto e squallido -appunto un “non luogo” – fa nascere soltanto sentimenti negativi. Esattamente come lo sporco dei rifiuti che ci invadono ogni giorno di più insieme ad altre forme di inquinamento dell’ambiente e delle coscienze"."Abbiamo notato - prosegue il Forum - che al centro della piazza, che da oasi di verde è divenuta uno dei simboli del degrado cittadino, qualche amministratore ha messo un alberello di natale anche questo reciso da qualche parte e posto in un misero vaso in attesa che, passate le feste, venga buttato in qualche discarica. Sicuramente nell’intenzione di chi l’ha messo voleva essere un segnale di speranza. L’effetto che ne è scaturito è invece quello di una grande tristezza e di piena partecipazione al lutto del posto".
