Prosegue il braccio di ferro tra Comune di Dasà e Aterp Calabria
Prosegue il braccio di ferro tra il Comune di Dasà e Aterp Calabria sulla sorte della palazzina di edilizia residenziale pubblica danneggiata da un incendio e al centro di un lungo contenzioso. Dopo l’ultima ordinanza del Tar Calabria (Sezione Prima, n. 483/2025), che ha confermato la possibilità di mettere in sicurezza l’immobile senza procedere alla demolizione, Aterp ha voluto chiarire la propria posizione, respingendo la lettura fornita dall’amministrazione comunale.
Il sindaco di Dasà esulta
“Il risultato conseguito – afferma il sindaco Raffaele Scaturchio – rappresenta l’ennesima conferma del lavoro corretto e trasparente svolto dall’Amministrazione comunale di Dasà. La triplice vittoria ottenuta nei confronti dell’Aterp Calabria testimonia la solidità giuridica dell’azione amministrativa intrapresa e la piena conformità dell’operato comunale ai principi di legalità e tutela dell’interesse pubblico”.La replica di Aterp
«Ancora una volta dobbiamo intervenire per ristabilire la verità dei fatti – ha dichiarato l’avvocatessa Maria Carmela Iannini, legale dell’Azienda –. Il sindaco si è affrettato a festeggiare, ma il Tar ha semplicemente confermato ciò che Aterp sostiene da tempo: la palazzina va messa in sicurezza e non abbattuta, tanto che avevamo già presentato un piano in tal senso, poi respinto dal Comune».
La legale ha ricordato come anche il Consiglio di Stato si fosse già espresso nella stessa direzione, sottolineando che l’edificio può essere ripristinato e non necessita di demolizione.
Le parole del commissario Colaci
Sulla vicenda è intervenuto anche il commissario di Aterp Calabria, l’avvocato Domenico Colaci, che ha ribadito la linea dell’Ente: «Ho sempre sostenuto che l’immobile dovesse essere messo in sicurezza per poi essere recuperato. La decisione del Tar conferma questa convinzione e consente ad Aterp di agire in autonomia». Con tono ironico ha poi aggiunto: «Non voglio certo rovinare i festeggiamenti al sindaco, perciò gli manderò una bottiglia di Prosecco».
L’origine del contenzioso
Il contrasto nasce dall’ordinanza comunale n. 1 del 17 febbraio 2025, con cui il sindaco di Dasà aveva imposto ad Aterp la demolizione della palazzina. L’Azienda ha impugnato il provvedimento, chiedendo in alternativa la messa in sicurezza. Con l’ultima pronuncia, il Tar ha respinto la linea del Comune, confermando la facoltà di Aterp di intervenire senza abbattere la struttura. Le spese processuali, tuttavia, sono state compensate tra le parti.
