Il Liceo "Morelli" di Vibo grida "No al bullismo"
La Giornata mondiale contro il bullismo e il cyberbullismo è stata istituita nel 2017 e da allora è diventata un appuntamento attesissimo per le scuole e le istituzioni italiane. Si tratta di un’iniziativa che vuole mettere in luce il problema dandogli sempre più rilevanza, chiedendo alle scuole di presentare specifiche proposte didattiche a tema, per dire "No" al bullismo sensibilizzando bambini, giovani e adulti delle comunità su tale tema. Le forze politiche nazionali, congiuntamente alla Commissione europea e al Miur, sono unite nell’elaborazione di campagne, programmi, progetti ed eventi da organizzare nelle classi, rendendo partecipi in primo luogo gli studenti, vero humus della società del futuro.
Il 14 febbraio si è svolto nell’Aula Magna del Liceo classico "Michele Morelli" un momento di riflessione, lettura e ascolto a tema. La proposta, partita dalle professoresse Stellina Cosentini, Federica Geraci e Titti Preta, ha visto coinvolte tutte le classi del biennio, accompagnate dai rispettivi docenti. L’evento è stato coordinato da Federica Geraci.

Le classi hanno dato vita a un workshop delle competenze maturate dopo opportune letture, assegnate dalle loro docenti, grazie alla donazione a tutti gli alunni delle prime classi del testo a tema della professoressa Preta: "Dai, che ce la fai". Dalle ore 10,00 alle 10,30 si è tenuto un briefing di apertura in forma di talk, con l’esposizione della cartellonistica e il reportage giornalistico.

La Giornata per dire no al bullismo e ai disagi adolescenziali (fra cui l'anoressia) è consistita soprattutto in un vivace e ricco workshop con le performances di drammatizzazione, lettura a voce alta, spazio informativo e public speaking, brevi recensioni letterarie, riflessioni e letture individuali e collettive e si è conclusa con l’intervista all'Autrice. I protagonisti indiscussi sono stati i ragazzi con la loro curiosità e creatività. Si è creata l’atmosfera magica di un incontro “a tu per tu” con l’autrice, che ha voluto narrare il bullismo ai ragazzi, dimostrando come il dialogo sia il più efficace mezzo per educare all’affettività e ai sentimenti, cosa di cui le nuove generazioni hanno estremo bisogno. E una vera scuola deve cogliere quest’esigenza e farla propria.
