I dati emersi dalla relazione del commissario Massimo Scura consegnano uno spaccato non del tutto confortante. 

L'avvio dei concorsi è il segnale che la macchina gradualmente si rimette in moto. Ma restano tante, forse troppe le incongruenze e i paradossi del sistema sanitario calabrese. Le ultime uscite del commissario Massimo Scura hanno “disegnato” uno spaccato in chiaro-scuro. E soprattutto hanno evidenziato alcuni mali atavici del sistema. Non è solo una questione di personale. Perchè di primari, ad esempio, ve ne sono fin troppi, mentre il comparto è carente di infermieri e posti letto rispetto a quanto previsto dal tavolo Adduce.

I dati. Ancora una volta sono i freddi numeri a consegnarci una verità per certi aspetti diversa da quella che ci saremmo attesa. Al cospetto dei direttori generali e ospedalieri nominati di recente dall'esecutivo Oliverio, Scura ha ribadito alcuni concetti. La Bibbia per capire il futuro della Sanità calabrese è il dm 70 . All'interno si parla di una Unità operativa complessa (Uoc) ogni 17,5 posti letto. Ebbene, in Calabria, sulla base di questa cifrà dovrebbero esservi 221 primari e non gli attuali 314.  Quasi cento in più.

Posti letto. Diverso il discorso per quel che concerne i posti letto. Tra pubblico e privato secondo i calcoli del tavolo Adduce dovrebbero essere 6709, mentre ad oggi se ne riscontrano 5732, con il pubblico che ne assorbe 3868, un migliaio in meno rispetto a quanti dovrebbero essere.  La sfida per il 2016 è quella di arrivare ad almeno 150 punti nell'indicazione dei livelli essenziali di assistenza. Attualmente si trova a 136. Ben al di sotto della sufficienza. Buone notizie invece arrivano per quel che attiene al disavanzo passato nel 2015 da 90 a 70 milioni di euro.