Ponte sullo Stretto, il premier 'rilancia' ma i sindacati frenano: altre le priorità
Tra favorevoli e contrari, nell'ambiente sindacale, emerge un punto di vista comune: il ponte sullo Stretto deve rientrare in un progetto più ampio di sviluppo
Sì al ponte sullo Stretto, per far uscire la Calabria dall'isolamento. Ma a patto che l'infrastruttura rientri in un disegno complessivo finalizzato a dotare la regione di ferrovie e strade efficienti. Così, Paolo Tramonti, segretario della Cisl Calabria, dopo le parole di Matteo Renzi che oggi ha rilanciato l'attraversamento stabile dello Stretto. "La Cisl - ha riferito all'Agi - e' sempre stata favorevole al ponte. E' una grande opera che collegherebbe la Calabria ai grandi corridoi europei e sarebbe utile per spezzare l'isolamento fisico e geografico della regione, senza contare le opportunità di lavoro che ne deriverebbero. Ma è ovvio che non si può lasciare l'assetto viario e ferroviario calabrese nelle condizioni attuali. C'è una contraddizione - ha fatto presente - fra quanto afferma oggi Renzi ed il taglio delle risorse destinate all'A3. I fondi destinati alla strada statale 106, allo stesso tempo, sono stati decurtati di un terzo. Da questo punto di vista raccogliamo segnali negativi. Non vorrei che si trattasse ancora una volta di uno slogan. Nell'esprimere parere favorevole al ponte - ha aggiunto Tramonti - dico che vorremo una discussione più complessiva su strade e autostrade; sugli aeroporti alla luce delle gravi difficoltà degli scali di Reggio e Crotone. Serve un confronto sulle infrastrutture materiali e immateriali. Nel patto per la Calabria, firmato nei mesi scorsi - ha continuato - figurano opere infrastrutturali, interventi per l'ambiente. Siamo, invece, in una fase di stallo".

Cgil. "Prima di costruire il ponte sullo Stretto è necessario collegare la Calabria ai grandi circuiti europei come il corridoio Berlino-Palermo, attraverso l'alta velocitaà ferroviaria, l'ammodernamento della statale 106, il completamento dell'A3, il porto di Gioia Tauro, il potenziamento della linea ferroviaria ionica che è ancora a binario unico e non è elettrificata. Non basta l'effetto annuncio di progetti che non hanno nessuna solidità economico-finanziaria". C'è scetticismo a giudicare dalle parole pronunciate in merito al ponte dal segretario generale della Cgil Calabria, Angelo Sposato. "Da Renzi - ha dichiarato all'Agi - ci aspettiamo altro che annunci riguardanti un'opera di cui si parla da 40 anni. Occorre ammodernare l'intero tracciato dell'A3, compoletare la 106 ferma a Sibari. E soprattutto - ha detto - bisogna mettere in sicurezza il territorio calabrese, esposto al rischio idro-geologico come gran parte del territorio italiano. L'annuncio del ponte mi sembra una trovata in vista della scadenza referendaria. Noi vogliamo parlare del piano per il lavoro e di Gioia Tauro. Se Renzi intende fare seriamente - ha chiosato il segretario della Cgil calabrese - convochi subito un tavolo nazionale per illustrare la sua politica di investimenti per il Mezzogiorno con le parti sociali. Vogliamo capire di cosa parla in concreto".
Uil. "Io personalmente e la Uil come organizzazione siamo sempre stati favorevoli alla costruzione del Ponte. Il vero problema del Sud è la carenza di investimenti pubblici. Quando arrivano sono benvenuti". Lo ha dichiarato all'Agi Santo Biondo, segretario generale della Uil Calabria, che così ha commentato le parole del presidente del consiglio, Matteo Renzi: "Il ponte sullo Stretto di Messina potrebbe creare una macroarea Calabria-Sicilia, mobilitando risorse ingenti e favorendo lo sviluppo delle due regioni. Noi non diciamo no, come è stato fatto per le olimpiadi a Roma. Il pericolo della corruzione e del malaffare va scongiurato attraverso meccanismi che evitino la corruzione e soprattutto che l'opera non resti un'incompiuta. Su queste basi - dice Biondo - per noi il ponte si puo' fare".
