Secondo l’Istituto Cattaneo, che come di consueto ha analizzato in profondità i dati e i flussi elettorali successivi alle consultazioni, il voto regionale in Calabria presenta dinamiche del tutto particolari rispetto a quelle osservate in altre regioni durante le tornate elettorali del 2024 e 2025.

Nel dettaglio, il centrodestra ha conseguito un risultato nettamente superiore alle previsioni, mentre il cosiddetto “campo largo” ha registrato una prestazione deludente.
Un esito che, secondo i ricercatori, non dipende da fattori contingenti come i candidati o le tematiche della campagna elettorale, bensì da tendenze di lungo periodo radicate nell’elettorato calabrese.

Flussi in movimento: elettori moderati e grillini verso il centrodestra

Dall’indagine emerge che una parte consistente dell’elettorato calabrese mostra un comportamento “bifronte”: pur preferendo partiti del centrosinistra o del M5S nelle elezioni politiche, tende a spostarsi su candidati di area centrista o civica nelle regionali, privilegiando figure radicate sul territorio e con un profilo meno ideologico.

L’analisi dei flussi registra inoltre un travaso netto di circa cinque punti percentuali di voti dal centrosinistra verso il centrodestra.
Una parte di questi spostamenti proviene dall’area liberal-democratica (Azione, Italia Viva, +Europa), mentre un’altra quota significativa riguarda ex elettori del Movimento 5 Stelle, che alle regionali hanno scelto forze o candidati dell’area moderata o conservatrice.

Affluenza in aumento, ma il dato va letto con cautela

Un altro elemento che distingue la Calabria è l’andamento della partecipazione al voto. A differenza di quanto osservato in altre regioni, il tasso di affluenza è risultato in crescita rispetto alle politiche del 2022 e alle europee del 2024. Tuttavia, l’Istituto Cattaneo invita a interpretare con attenzione questo dato, alla luce della particolare struttura demografica calabrese: circa un elettore su cinque risiede stabilmente all’estero.

Poiché questi cittadini possono votare per corrispondenza solo alle elezioni politiche ed europee, ma non alle regionali, la loro assenza incide artificialmente sul calcolo complessivo della partecipazione.
Se si considera invece solo la platea dei residenti effettivi, ossia di coloro che hanno concretamente la possibilità di recarsi alle urne, l’affluenza supera il 50%, un livello in linea con quello di molte regioni del Centro-Nord.