Qualità della vita, la Calabria sprofonda: Crotone maglia nera. Bene solo Cosenza
Calo sensibile anche per Vibo e Catanzaro che perdono rispettivamente 15 e sedici posizioni. Tra le ultime pure Reggio
Rapporto sulla qualità della vita tra poche luci e tantissime ombre per le città calabresi. Il 2016 è stato, secondo lo studio effettuato da Italia Oggi, un anno positivo per Cosenza che guadagna diciassette posizioni, non per le altre province della Calabria. Si vive male nella provincia di Catanzaro, malissimo in quelle di Vibo Valentia e Crotone. La provincia pitagorica è fanalino di coda al 110° posto della graduatoria, in calo di ben 24 posizioni rispetto all'86° del 2015. Non va molto meglio al Reggino. La provincia situata a Sud della Calabria si colloca al 102° posto, 12 posizioni peggio che lo scorso anno. A picco pure il Vibonese che da un onorevole 83° posto scivola fino alla 98° posizione. Poco meglio fa Catanzaro che dall'80° posto arriva al 96°.
La classifica. A guidare la gradutatoria è Mantova, la provincia italiana al top in Italia per qualità della vita. Crolla Roma che quest’anno precipita di ben 19 posizioni rispetto all’anno scorso, posizionandosi su livelli di qualità di vita insufficienti. Al secondo posto si colloca Trento che si era aggiudicata l’oro senza interruzioni dal 2011. Altro nuovo ingresso sui gradini più alti del podio è Belluno, terza, in salita dall’ottava posizione. Scivolano, quindi, Pordenone che passa dalla terza alla quarta posizione, e Bolzano (da seconda a ottava). All’ultimo posto Crotone, sebbene, rispetto alle altre province meridionali, presenti elementi di discontinuità. Qui, infatti, sottolinea la ricerca, il tenore di vita è accettabile. E la provincia è addirittura ricompresa nel gruppo delle più virtuose nelle dimensioni criminalità e popolazione. Responsabili, quindi, della maglia nera sono affari e lavoro, ambiente, disagio sociale e personale, servizi finanziari e scolastici, sistema salute, tempo libero. La precede Siracusa (era al 104° posto). A deludere sono anche le grandi aree urbane, che arretrano tutte, rispetto allo scorso anno, eccezion fatta per Torino, che sale di 6 posti. E se Milano e Napoli perdono rispettivamente 7 e 5 posizioni, Roma ne perde 19 (31 in confronto al 2014), posizionandosi su livelli di qualità di vita insufficienti. A conferma di questa tendenza, come rilevato anche lo scorso anno, nelle province con popolazione superiore al milione in genere la qualità della vita peggiora. Mentre nelle province medio-piccole è stabile o in miglioramento. A livello di macro-aree, la ricerca di Italia Oggi e Università La Sapienza rileva che Nordest e Centro reggono meglio il colpo della crisi, di contro soffre il Nordovest e in particolare il Sud e le Isole, dove si è persa traccia di quel cluster di province individuato qualche anno fa, nel quale il livello era superiore a quello prevalente nelle altre province meridionali e insulari. Guardando al Centro Italia, in Toscana è Siena a registrare la migliore performance perché sale al quinto posto rispetto all’11esimo del 2015, sale anche Grosseto dalla 33ª alla 30ª posizione ma comunque ben lontana dalle prime posizioni, mentre Livorno perde ben 12 posizioni, passando dalla 40ª alla 52ª posizione.
