Precipita drammaticamente la crisi in Ucraina. Con una mossa a sorpresa, il presidente russo Vladimir Putin ha dapprima annunciato il riconoscimento dell'indipendenza delle autoproclamate repubbliche separatiste di Donetsk e Lugansk, per poi ordinare l'invio di truppe nella regione del Donbass con lo scopo, è la versione di parte del Cremlino, di "assicurare la pace". Le speranze di una soluzione diplomatica fiorite durante la notte tra domenica e lunedì sono dunque svanite come un sogno alla luce del giorno. A dissiparle i colpi di artiglieria che sono ripresi di buon mattino e il durissimo fuoco di sbarramento di dichiarazioni ostili che si è alzato da Mosca, culminato a fine giornata con l'annuncio di Putin.

Gli effetti della scelta di Putin non hanno tardato a manifestarsi. Le quotazioni del petrolio sono infatti in netto rialzo con l'acuirsi della crisi in Ucraina: questa mattina il Brent del Mare del Nord tocca i 97,51 dollari al barile con un aumento del 2,21% mentre il Wti guadagna il 3,95% a 94,64 dollari al barile. Ci saranno quindi prevedibili innalzamenti del prezzo della benzina.