Il tema sarà al centro del Consiglio dei ministri previsto in settimana. Aumenta il pressing dei partiti per trovare risposte rapide e concrete ai rincari che stanno toccando tutto il comparto energetico, dall’elettricità ai prezzi record di benzina e diesel.

Ecco a cosa sta lavorando Palazzo Chigi. Cresce il pressing dei partiti sul governo per trovare soluzioni rapide e concrete ai rincari energetici. Il Governo Draghi lavora a un taglio del prezzo della benzina e del gasolio pari a circa 15 centesimi a litro. Dovrebbe entrare nel decreto in preparazione e che dovrebbe arrivare sul tavolo del Consiglio dei Ministri giovedì 17 marzo. Il taglio del prezzo del carburante dovrebbe essere finanziato con l’extragettito Iva. Ma sul tavolo ci sono anche misure per le bollette. Tassando gli extraprofitti del settore energetico. La scelta del Governo presuppone il no allo scostamento di bilancio. Non ci saranno interventi in deficit fino alla riscrittura del Def perché va preservata “la stabilità della finanza pubblica”, ripetono a Palazzo Chigi. Le misure sul tavolo, spiega oggi Repubblica, sono essenzialmente quattro: il taglio del prezzo di benzina e diesel, il Governo lavora per abbassare i prezzi ai distributori, saliti fino a 2,323 euro al litro per la benzina e 2,333 euro al litro per il gasolio. La rateizzazione delle bollette: già oggi è previsto un meccanismo che permette di pagare il 50% subito e il resto in dieci trance; l’idea del Governo è di ampliarlo; il taglio del costo di elettricità e gas: servirà a rafforzare l’intervento già previsto per il 2022 dal Decreto Energia; fondi per le imprese: 800 milioni dal ministero dello sviluppo per i ristori e un miliardo di fondo di garanzia per le esposizioni bancarie.

La situazione “supermercati”. Nel frattempo Draghi ha chiesto a tutti i ministeri di accelerare per dare risposte subito e cercare di tranquillizzare i cittadini che faticano a fare il pieno e hanno iniziato a fare scorte nei supermercati. Per questo il premier vuole riunire il Cdm già giovedì per dare l’ok a un primo decreto taglia-prezzi. E che dovrebbe anche indicare la road map per l’uscita dall’emergenza Covid. Di sicuro ci sarà la riduzione delle accise su benzina e diesel – attraverso l’extragettito Iva – e potrebbe trovare posto subito anche il nuovo intervento sulle rate per le bollette – per ora è previsto un meccanismo rafforzato, il 50% subito e il resto in 10 rate, per i pagamenti di luce e gas emessi da gennaio ad aprile.

Il prezzo della benzina
. Intanto ieri il prezzo medio nazionale praticato in modalità self per la benzina è salito a 2,217 euro al litro. Quello del diesel, sempre in modalità self, è a 2,220 euro al litro (soltanto venerdì era a 2,173). Mentre per il servito il prezzo del carburante arriva a 2,323 e il gasolio a 2,333. Livelli insostenibili per chiunque e sospetti per molti. Tanto che la stessa Assopetroli-Assoenergia chiede di “garantire la congruità dei prezzi/aumenti” e di “stroncare tempestivamente” a qualunque livello della filiera le “condotte speculative” denunciate da più parti. E la procura di Roma apre un’inchiesta.