'Ndrangheta, Stambè ucciso con tre colpi di fucile: eseguita ieri l'autopsia
Diverse le piste investigative seguite per arrivare alla matrice dell'omicidio. Tutto ruota intorno agli assetti criminali e ai traffici che si sviluppano nell'area delle Serre vibonesi
L'autopsia eseguita ieri sul corpo di Domenico Stambè, nell'obitorio dell'ospedale Jazzolino dal medico legale Katiuscia Bisogni ha confermato quanto già gli investigatori avevano già ampiamente ipotizzato. Chi ha sparato il 55enne autotrasportatore, sabato mattina, lo ha fatto per uccidere sparando tre fucilate non da distanza ravvicinata e a bruciapelo ma da una certa distanza. L'uomo è deceduto sul colpo per via della profonda ferita alla testa. Un altro colpo ha raggiunto Stambè al collo ed un terzo lo ha attinto alla spalla. Ulteriori elementi potranno essere forniti dagli esami balistici da effettuare sul fucile trovato carbonizzato insieme alla vettura ad una distanza di quattro/cinque chilometri.
Diverse le piste investigative seguite per arrivare alla matrice dell'omicidio. Tutto ruota intorno agli assetti criminali e ai traffici che si sviluppano nell'area delle Serre vibonesi. Da quanto emerge, l'assassinio dell'autotrasportatore di Sant'Angelo non sarebbe da ricondurre alla faida storica tra i Loielo e gli Emanuele, due famiglie rispetto a cui gli Stambè sono sostanzialmente autonomi.
Un traffico sviluppatosi tra Nord e Sud, visto che i fratelli Stambè erano stati trovati e arrestati con una vera e propria Santa Barbara sull'autostrada Torino-Piacenza: con loro avevano 20 fucili e 13 pistole.
