Nel Vibonese le mani della 'ndrangheta sul business dei funerali (NOMI)
La Locale di 'ndrangheta di Mileto non ha risparmiato neanche il settore dei servizi funebri, sfruttando la sua innegabile redditività. Nell'ordinanza cautelare emessa dalla gip distrettuale Sara Merlin e nel successivo arresto da parte della DDA di Catanzaro, vengono dettagliate le azioni di Michele Galati, ritenuto il capo dell'organizzazione criminale, Domenico Polito alias "Ciota" e Rocco Galati, nonché l'oppressione subita dalla vittima, l'imprenditore Fortunato Ascoli, che si è trovato vittima di una estorsione.
L'imprenditore, proprietario di un'agenzia funebre a Mileto, avrebbe chiesto protezione alla criminalità locale per evitare che una nuova impresa concorrente, che stava per aprire nella stessa area, potesse sottrargli una parte di mercato. Come contropartita per questa "protezione mafiosa", la vittima era costretta a pagare somme di denaro, come dimostrano chiaramente le intercettazioni in cui si registrano le consegne di denaro da parte di Ascoli.
Inoltre, secondo le indagini, Polito avrebbe partecipato alle presunte azioni criminali nei confronti di Ascoli, ricevendo anch'egli una parte dei soldi estorti. Le investigazioni hanno rivelato che il 5 gennaio 2018 l'imprenditore ha effettuato un'altra consegna di denaro a Galati nel suo capannone, e tre giorni dopo ha comunicato che avrebbe consegnato un'altra somma di denaro dopo aver ricevuto il pagamento per un funerale. Dalle intercettazioni emerge che "i due si incontrano e Ascoli consegna un'altra somma di denaro a Galati, che gli raccomanda di non pagare altre persone."
In un altro dialogo intercettato, Rocco Galati informa Michele che "l'imprenditore aveva guadagnato 6.000 euro svolgendo l'ultimo funerale". Alla luce di questi elementi, il gip Merlin conclude che non ci sono dubbi sulla colpevolezza di Michele, Rocco Galati e Polito per il reato di estorsione, considerando lo stato di costante sottomissione di Ascoli. L'estorsione risulta aggravata dal metodo mafioso, poiché la vittima "viene circondata dalle cosche e l'obiettivo è quello di favorire le attività mafiose, come indicato nel capo 1, visto i vantaggi economici che derivano dalle estorsioni". Inoltre, sussiste l'aggravante dell'appartenenza alla 'ndrangheta, come contestato agli indagati.
