E' trascorso più di un decennio dalla famosa posa della prima pietra, immortalata da una foto  storica, ma del nuovo noscomio (e della stessa pietra) nessuna traccia

di MICHELE GARRI'

Vibonesi ... Udite, udite: si è persa la prima pietra dell'ospedale nuovo di Vibo posta in pompa magna in pompa magna oltre dieci anni fa. Adesso la stanno cercando e dico che l'hanno rubata e non se ne trova una simile poiché, fra l'altro, era stata benedetta. Fallito anche l'intervento del prefetto e delle forze dell'ordine. Forse si tratta una di quelle tante pietre rare su cui si costruirà la città, depauperata e con un ospedale cadente.

La maledizione della prima pietra. La posa della prima pietra, come arcinoto, è una delle più diffuse barzellette a Vibo Valentia. Vale per parecchie strutture pubbliche. Ma vale soprattutto per il nuovo ospedale. Nelle intenzioni saranno state almeno due o tre le prime pietre posate. Nelle promesse e nei proclami, più o meno settemila. Ogni volta, però, le prime pietre non hanno mai visto le seconde, svanite sotto i colpi della burocrazia, delle dispute politiche, dei cavilli. Ed anche delle mazzette. A Vibo non sarebbero mancate neanche quelle.

Tra lungaggini e prescrizioni. Come arcinoto, pure questo, a Vibo Valentia la torta del nuovo ospedale se la volevano spartire in tanti. A questa determinazione giunse la Procura con un’inchiesta all’epoca diretta dal sostituto procuratore Giuseppe Lombardo e scritta in particolare dall’ex comandante dei carabinieri di Vibo, il luogotenente Nazzareno Lopreiato. L’inchiesta “Ricatto”. Il cui processo, tristemente arcinota anche questa circostanza, è finito praticamente in un nulla di fatto per via delle lungaggini giudiziarie che hanno portato a diverse prescrizioni. Il tempo, come si sa, diluisce tutto. Diluì pure quel processo.

Sete di sanità. Sono trascorsi 13 anni dalla famosa prima pietra, posata in pompa magna ed anche con la solenne benedizione del vescovo, alla presenza di autorità civili e religiose, ed anche della ditta appaltatrice che offrì il rinfresco. Nel corso di questi anni la sete di sanità dei poveri cittadini è rimasta tale, malgrado vi siano state proteste e manifestazioni, anche sberleffi verso una politica incapace. Tutto fa temere che i malcapitati vibonesi, questo vecchio Jazzolino cadente e morente, se lo debbano tenere ancora a lungo...