Assolti perché il fatto non sussiste. I giudici del Tribunale collegiale di Catanzaro (presieduto da Carmela Tedesco) hanno scagionato dall'accusa di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato Raffaele Andreacchio, 42 anni di Guardavalle (il pm aveva chiesto 9 mesi di reclusione); Nicola Andreacchio, 59 anni di Guardavalle (il pm aveva invocato la pena a 9 mesi); Maria Stella Chiarello, di 36 anni di Catanzaro (chiesti 4 mesi di reclusione); Lina Ierace, 46 anni di Catanzaro (chiesti 4 mesi di reclusione); Angela Procopio, 38 anni di Catanzaro (chiesti 4 mesi di reclusione).

Le ipotesi accusatorie. Raffaele Andreacchio, in qualità di titolare dell'omonima ditta individuale esercente attività di frutti oleosi, insieme a Nicola Andreacchio, Chiarello, Ierace e Procopio, definiti dalla pubblica accusa istigatori e beneficiari dell'ingiusto profitto, nelle rispettive qualità di dipendenti dell'omonima ditta individuale "Andreacchio Raffaele", avrebbero simulato l'esistenza di rapporti di lavoro subordinato in realtà inesistenti con la presentazione di false dichiarazioni all'Inps, intascando indebitamente le indennità previdenziali, di malattia, di disoccupazione e maternità. In particolare, in base a false attestazioni, avrebbero percepito indennità non dovute per una somma complessiva di circa 25 mila euro.

Assolti. Accuse crollate alla luce del verdetto dei giudici che hanno accolto le arringhe difensive dei legali Vincenzo Cicino, Vincenzo Maiolo Staiano, Vincenzo Varano ed Ermenegildo Massimo Scuteri.