Deceduto l'ex magistrato Romano De Grazia, uomo libero e combattente di razza
di VINCENZO VARONE
E’ morto ieri sera Romano De Grazia, presidente emerito della Corte di Cassazione, uomo libero e combattente di razza. Aveva 83 tutti spesi sin dagli anni giovanili al servizio della verità, della giustizia e dell’impegno sociale.
Negli ultimi anni il suo impegno maggiore si era concentrato sulla legge “Lazzati” da lui portata avanti con determinazione per dare il benservito al voto inquinato. Obiettivo della legge: impedire ai malavitosi di fare campagna elettorale. De Grazia questo progetto l’aveva elaborato circa 23 anni fa. Successivamente la legge era stata anche approvata, ma con alcune incongruenze che ne avevano stravolto l’applicazione. Da qui l’impegno dell’ex magistrato fino a qualche mese in ogni parte d’Italia affinché la sua proposta di legge andasse in porto nella sua interezza. In questo suo percorso l’ex giudice della Suprema Corte ha sempre avuto dalla sua parte tanta gente e soprattutto numerosi giovani che hanno sempre creduto nello spirito e nella efficacia di questa normativa. Una scia di appassionati sostenitori che per anni hanno seguito le battaglie e i discorsi con cui il timoniere del centro studi “Lazzati” ha ripetutamente chiesto a gran voce che la mafia venisse combattuta, senza se e senza ma, eliminando il marcio alla radice. “E’ ormai consolidata la consapevolezza - affermava De Grazia - che le organizzazioni di stampo mafioso al fine di perseguire i propri interessi criminali operino per condizionare la competizione e l’esito elettorale delle elezioni amministrative,regionali, politiche ed europee.
L’inquinamento delle elezioni è - diceva l’ex presidente della Corte di Cassazione - un attentato costante alla democrazia. E’ la negazione della stessa democrazia perché mette in discussione la libera espressione del voto da parte dei cittadini e in quanto mette e in discussione la corretta gestione della cosa pubblica nei diversi livelli degli organismi elettivi e istituzionali”. Parole che rappresentano più di un testamento, soprattutto per le future generazioni. Con De Grazia se ne va un pezzo di Calabria dai grandi ideali. Un vero galantuomo.
Un amico sincero e disinteressato. A quanti hanno avuto la fortuna di conoscerlo mancherà il suo calore, il suo entusiasmo, la sua vicinanza nei momenti difficili della vita, le sue telefonate con mille progetti e tanti sogni. Tutto questo fino agli ultimi giorni del suo cammino terreno.
