Coronavirus in Italia, il dato dei ricoveri: un salto all'indietro di due mesi
Il dato che più balza all'occhio nei numeri quotidiani del bollettino nazionale relativo ai dati del contagio di Coronavirus, è la tendenza all'aumento del numero dei ricoveri con sintomi in ospedale e delle persone in terapia intensiva.
Dopo un calo dei numeri che aveva portato un mese esatto fa, giorno 1 agosto, ad avere 705 persone ricoverate con sintomi e circa 40 in terapia intensiva, ora il dato si è innalzato fino a toccare i numeri che furono registrati a fine giugno:
Un salto all'indietro di due mesi. Il 26 giugno scorso c'erano 1356 persone ricoverate in tutta Italia, di cui 105 in terapia intensiva. Le persone in isolamento domiciliare erano 16177 per un totale dei positivi che si attestava a quota 17638. Oggi la situazione al primo settembre è molto simile a quella del 26 giugno scorso: in ospedale ci sono ricoverate 1380 persone, di cui 107 in terapia intensiva. Ci sono però molte più persone in isolamento domiciliare, 25267 oggi, per un totale degli attualmente positivi pari a 26754.
La distribuzione territoriale. Al 26 giugno la Lombardia era ancora la regione che registrava quasi la metà dei ricoveri sul totale: su 1356 ricoveri, 501 erano in Lombardia (il 37% del totale) con 47 ricoveri in terapia intensiva su un totale in Italia di 105 (pari al 45% del totale). Oggi la situazione è mutata con un contagio che si è mano mano mosso a macchia d'olio su tutto il territorio nazionale. Oggi sono cinque le regioni che registrano più di 100 persone ricoverate: il Lazio con 336, la Lombardia con 212, la Campania con 143, la Puglia con 123, l'Emilia-Romagna con 106. La Lombardia è sempre la regione con più ricoverati in terapia intensiva, ma su un totale di 107 ne ha 21. Il resto è sparpagliato tra: Sicilia (10), Emilia-Romagna, Veneto e Toscana, tutte e tre con 9 persone ricoverate in terapia intensiva.
