Covid, fake news e vaccini, Locatelli a Vibo: "Italia meglio di altre nazioni" (VIDEO)
"La pandemia ha rimarcato il ruolo fondamentale che deve assumere la 'cultura della conoscenza' nella società": così ha esordito il coordinatore del Comitato Tecnico- Scientifico, Franco Locatelli, al festival "Leggere&Scrivere" di Vibo Valentia. La manifestazione è stata seguita da una nutrita platea, composta soprattutto da studenti: è a loro che il professor Locatelli si è rivolto, invitandoli a "osare sapere, coniugando la cultura scientifica a quella umanistica per 'abitare le domande'; solo così si potrà dare un contributo consapevole e fattivo al domani del Paese".
Dialogando sul palco del festival con la giornalista Anna Mallamo, Locatelli ha ribadito l' importanza della vaccinazione contro il Covid: "L'efficacia che il vaccino ha in termini di protezione dalla malattia grave è del 95%: una percentuale altissima se paragonata agli altri vaccini; si pensi, ad esempio, che il vaccino antinfluenzale protegge dall'influenza al 70%". Contro la reticenza di quella fetta di popolazione italiana che ancora si dimostra restia all'immunizzazione adducendo come motivazione "la produzione del vaccino anti Covid in tempi troppo brevi, con tecniche nuove e poco conosciute", Locatelli ha affermato: "Avere un vaccino in tempi record è stato provvidenziale; la velocità nel metterlo a punto è stata dovuta al fatto che la tecnologia ad mRna era già in fase di sviluppo per creare vaccini contro altre malattie (quali l'HIV e la rabbia), nonchè ad un enorme dispiego di risorse umane ed economiche messe in campo da tutto il mondo".
Dati alla mano, il coordinatore del Comitato Tecnico-Scientifico ha sottolineato come, tuttavia, l' adesione degli italiani alla campagna di immunizzazione sia stata soddisfacente: "Non siamo ancora fuori dalla pandemia, è chiaro; ma i numeri attuali dimostrano come il nostro Paese ad oggi versa in una situazione decisamente migliore rispetto a nazioni paragonabili alla nostra, quali Francia Germania e Gran Bretagna. Ciò è dovuto all'immunizzazione massiva (in Italia l' 86,5% della popolazione vaccinabile ha ricevuto almeno una dose di vaccino) sia alla correttezza che la stragrande maggioranza degli italiani ha dimostrato nell' osservanza delle regole di prevenzione sanitaria".
Facendo il punto sulla gestione della pandemia in Italia, Locatelli ha evidenziato, oltre alla grandissima campagna di immunizzazione, anche l'alacre lavoro volto a moltiplicare esponenzialmente il numero dei posti letti in terapia intensiva: "È stato un impegno degno di merito e di plauso" ha affermato. Il professore, però, non ha mancato di denotare le diverse criticità che sono emerse: "Tra queste, soprattutto, non ha funzionato la medicina di prossimità, ossia la sanità nei territori più svantaggiati. A tale proposito, mi chiedo quanto sia stata utile la modifica del titolo V della Costituzione, che ha portato alla regionalizzazione della sanità".
"Altra nota dolente - ha proseguito Locatelli - è stata la comunicazione, degenerata in 'incontinenza mediatica' da parte di alcuni personalità di scienza: non si può sfruttare la pandemia per promuovere la propria immagine in tv; in questo quadro bisogna ricordare la responsabilità mediatica e comunicativa che hanno giornalisti e sanitari". A ciò si sono aggiunte le fake news: "Le bufale diffuse sui social hanno riguardato ogni profilo della pandemia; sono stati spesi moltissimi soldi per smentirle scientificamente. Ad esempio, circa la fake dell'infertilità provocata dai vaccini sono state impiegate notevoli risorse per documentare gli spermiogrammi di alcuni soggetti prima e dopo l' immunizzazione. È essenziale, inoltre, nel divulgare notizie inerenti alla sanità, utilizzare i termini appropriati: spesso, con troppa faciloneria, si usano come sinonimi parole che hanno significati ben diversi tra loro, provocando confusione e fraintendimenti tra gli interlocutori".
