"Libro Nero", Naccari Carlizzi poteva essere arrestato. Accolto il ricorso della Dda
Il Tribunale del riesame di Reggio Calabria ha accolto il ricorso che presentato della Procura della Repubblica, diretta da Giovanni Bombardieri, per chiedere l'annullamento dell'ordinanza con cui il Gip distrettuale, nel luglio scorso, aveva rigettato, per mancanza di esigenze cautelari, la richiesta di arresto a carico dell'ex vicesindaco di Reggio Calabria ed ex assessore regionale Demetrio Naccari Carlizzi nell'ambito dell'inchiesta "Libro nero" .
Il verdetto. Per i giudici del Riesame, quindi, c'erano gli elementi necessari per disporre gli arresti domiciliari. La misura non verrà tuttavia eseguita perché sul punto dovrà ora pronunciarsi la Cassazione alla quale si rivolgeranno i legali di Naccari Carlizzi, gli avvocati Natale Polimeni e Giuseppe Mazzetti.
L'ipotesi accusatoria. Naccari Carlizzi è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa in relazione ai suoi presunti rapporti con esponenti della cosca Libri. Nella stessa operazione erano stati arrestati i consiglieri regionali Alessandro Nicolò, già di Forza Italia e poi passato a Fratelli d'Italia, accusato di associazione mafiosa, e Seby Romeo, del Pd, accusato invece di tentata corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio e recentemente scarcerato.
