Un racconto minuzioso. Pieno di dettagli e ricco di particolari. Un racconto che rappresenta un vademecum criminale, indicazioni sullo svolgimento di atti intimidatori a scopo estorsivo.

A parlare è Francesco Greco, coinvolto nell’inchiesta “Reset” e oggi collaboratore di giustizia, uno dei fedelissimi di Roberto Porcaro, ex reggente del clan degli “Italiani.

«Si procedeva con una serie di segnali di crescente gravità fino a quando non si otteneva risposta dalla vittima designata. Il primo atto consisteva nella collocazione della bottiglietta incendiaria, in assenza di risposta da parte del commerciante il secondo passaggio era incendiare l’autovettura. Laddove neanche questo secondo segnale avesse ottenuto risposta da parte della vittima - spiega ancora Greco - si procedeva al compimento di atti molto più gravi, ad esempio ricordo che Porcaro come indicazione generale ci diceva che avremmo dovuto avvicinare le vittime designate minacciandole con armi e con il volto travisato».