“A volte le immagini sono più forti di tante parole e lunedì, ne siamo certi, dover vedere quelle saracinesche abbassate, sarà un duro colpo per molti Catanzaresi. Non è bastata una storia lunga 150 anni; non è bastata una raccolta di firme; non è bastato il disperato grido d’allarme per la sorte di dieci famiglie. Tutto inutile, non siamo riusciti a scongiurare la chiusura di quello che un tempo fu l’antico “Gran Caffè Serrao”. E' quanto si legge in una nota diffusa dal Codacons. "Attenzione non si tratta di un locale che paga una gestione fallimentare. L’Imperiale - sottolinea il vice presidente dell'associazione dei consumatori l'avvocato Di Lieto - non chiude certo per mancanza di clienti o problemi di natura economica. Anzi quei clienti hanno manifestato grande affetto verso “i ragazzi dell’Imperiale”, in una commovente gara di affetto e solidarietà. Eppure, in questo finale da libro “Cuore”, è davvero triste dover registrare l’assenza della politica cittadina"

Il Codacons aveva chiesto al sindaco Abramo un incontro ma non ha avuto risposta. “Forse - scrive l'avvocato Di Lieto - il sindaco dovrebbe spiegare perché non ha sentito il bisogno, se non altro, di andare a stringere la mano, non dico ai titolari, ma almeno a quei dieci lavoratori che da lunedì saranno a spasso. Una mancanza di sensibilità umana, prima ancora che politica che denota l’assoluto disinteresse per la storia di questa città. Come sono lontani i tempo in cui il prof. Toni Ferro riusciva ad evitare che questo locale si trasformasse in un supermercato. Ma oramai quel tempo è inesorabilmente passato. Ed allora è giusto che i nostri amministratori si preoccupino di indossare il sorriso più affascinante per la prossima campagna elettorale. Hanno cose ben più importanti da fare che pensare ad un vecchio bar che chiude".