Manfredi Lefebvre d'Ovidio
Manfredi Lefebvre d'Ovidio

Il turismo internazionale è entrato in una fase in cui la crescita dei viaggiatori non basta più a spiegare il valore del settore. Il comparto è diventato una leva economica più ampia, capace di incidere su investimenti, infrastrutture, occupazione, attrattività dei Paesi e dialogo tra pubblico e privato.

Questa evoluzione impone una lettura diversa. Il turismo non può essere considerato soltanto come ospitalità o gestione delle destinazioni. È sempre più un sistema globale, nel quale imprese, governi, città, investitori e istituzioni culturali partecipano a una stessa dinamica di sviluppo.

Il 25° Global Summit del World Travel & Tourism Council, ospitato a Roma dal 28 al 30 settembre 2025, ha rappresentato uno dei momenti più significativi di questa trasformazione. Per la prima volta il vertice mondiale del WTTC si è svolto in Italia, riunendo leader pubblici e privati del turismo in una fase in cui il settore è chiamato a misurarsi con innovazione, investimenti, capitale umano, qualità dell’esperienza e rapporto con le destinazioni.

È in questo contesto che Manfredi Lefebvre d’Ovidio è stato accolto come Chairman del WTTC, succedendo a Greg O’Hara durante la cerimonia di apertura del summit romano. La nomina si inserisce in un passaggio in cui il turismo globale cerca figure capaci di leggere insieme dimensione imprenditoriale, cooperazione internazionale e trasformazione tecnologica. 

Il viaggio di lusso come laboratorio del cambiamento

Per comprendere il nuovo ciclo del turismo, il segmento del lusso offre un punto di osservazione privilegiato. Il luxury travel non coincide più soltanto con l’esclusività di una destinazione o con la disponibilità di servizi di alto livello. È sempre più legato alla qualità del tempo, alla personalizzazione, alla discrezione, all’accesso a esperienze difficili da replicare e alla capacità di costruire un rapporto coerente con le aspettative del viaggiatore.

La traiettoria di Manfredi Lefebvre d’Ovidio è legata in modo diretto a questa evoluzione. Il caso più noto è Silversea Cruises, gruppo che sotto la sua guida è diventato un operatore globale del lusso in mare, con un’espansione indicata dalle fonti in oltre 900 destinazioni prima della vendita a Royal Caribbean Group.

La crociera di lusso ha anticipato molte delle questioni oggi centrali per l’intera industria turistica. Ha dovuto combinare logistica, ospitalità, itinerari, relazione con le destinazioni, cura del servizio e capacità di offrire esperienze riconoscibili in contesti molto diversi. Ha mostrato che il turismo di fascia alta non vive solo di prodotto, ma di organizzazione, continuità e attenzione alla qualità percepita.

In questo senso, il passaggio dal prodotto turistico alla piattaforma globale è uno dei nodi più rilevanti. Il viaggiatore di fascia alta non acquista semplicemente una meta. Cerca tempo ben organizzato, accesso, affidabilità, servizio personalizzato e capacità di trasformare il viaggio in un’esperienza coerente.

Tecnologia senza perdita di relazione

L’innovazione tecnologica è uno dei fattori che stanno ridefinendo il settore. L’intelligenza artificiale può migliorare i processi, aiutare gli operatori a interpretare i dati, rendere più efficiente l’organizzazione e aumentare la capacità di personalizzazione. Nel turismo, però, la tecnologia produce valore solo se resta legata alla qualità dell’esperienza.

Durante la conferenza stampa del Global Summit di Roma, Manfredi Lefebvre d’Ovidio ha collegato l’evoluzione tecnologica all’aumento della domanda di esperienze. Ha osservato che la riduzione dell’impegno lavorativo quotidiano può accrescere l’esigenza di capire come impiegare il tempo, socializzare e arricchire la propria vita. Nella stessa occasione ha sottolineato che le tecnologie possono aiutare gli operatori a ottimizzare lavoro, costi, servizi e qualità dell’offerta.

Questa impostazione descrive bene il punto di equilibrio richiesto al turismo di nuova generazione. La tecnologia non deve diventare una sostituzione dell’ospitalità, ma uno strumento per rendere più fluido, preciso e personale il servizio. Nel turismo di lusso, in particolare, l’efficienza ha valore quando rimane discreta e quando permette alla componente umana di emergere con maggiore qualità.

Il rischio, altrimenti, è ridurre il viaggio a una sequenza automatizzata. La sfida è opposta: usare tecnologia e intelligenza artificiale per ridurre attriti, anticipare bisogni e migliorare la continuità del servizio, preservando ciò che rende il turismo un’esperienza fondata sull’incontro.

Perché la governance conta

La dimensione istituzionale è diventata uno dei temi decisivi per il futuro del turismo. Il WTTC rappresenta una piattaforma di dialogo tra le principali imprese private del settore e i decisori pubblici. Questa funzione è sempre più importante perché il turismo dipende da condizioni che superano la capacità del singolo operatore.

Mobilità, infrastrutture, sicurezza, regole di accesso, promozione territoriale, qualità dei servizi e capacità di accoglienza richiedono un coordinamento tra pubblico e privato. Nessuna destinazione, per quanto forte, può agire da sola in un mercato globale in cui la competizione riguarda non solo la bellezza dei luoghi, ma anche l’efficienza dell’esperienza complessiva.

Il Global Summit di Roma ha reso visibile questa interdipendenza. Oltre mille delegati, tra cui 310 CEO e presidenti, si sono riuniti per discutere opportunità e sfide del Travel & Tourism. Il dato restituisce la dimensione assunta dal comparto: non una filiera laterale, ma un ecosistema economico in cui imprese, governi e territori sono chiamati a condividere priorità e strumenti.

La nomina di Manfredi Lefebvre d’Ovidio a Chairman del WTTC va letta dentro questo scenario. Non riguarda soltanto una posizione di rappresentanza, ma un momento in cui il turismo mondiale richiede leadership capaci di collegare impresa, investimenti, tecnologia e istituzioni.

L’Italia tra immaginario e capacità industriale

La scelta di Roma come sede del summit mondiale ha dato centralità anche all’Italia. Il Paese dispone di un patrimonio culturale e paesaggistico riconosciuto a livello internazionale, ma la competizione turistica contemporanea richiede qualcosa di più della forza dell’immaginario.

Al summit romano, Manfredi Lefebvre d’Ovidio ha richiamato il potenziale italiano nel turismo di lusso, citando il legame con moda ed eventi e indicando appuntamenti come le Olimpiadi Invernali e l’America’s Cup a Napoli tra le occasioni capaci di rafforzare l’attrattività del Paese.

Il tema non è soltanto promozionale. Il turismo di alto livello ha bisogno di accessibilità, infrastrutture, professionalità, qualità dell’ospitalità, reti internazionali e continuità del servizio. La bellezza è un punto di partenza, ma il mercato globale premia la capacità di trasformarla in esperienza organizzata.

Per l’Italia, questa è una sfida industriale. Il capitale culturale e paesaggistico deve essere accompagnato da modelli di gestione, investimenti e coordinamento. È in questo passaggio che il turismo può diventare non solo consumo, ma piattaforma di sviluppo economico e attrazione internazionale.

Una leadership per collegare impresa e sistema

La fase attuale del turismo globale richiede una leadership meno legata alla sola gestione aziendale e più orientata alla connessione tra mondi diversi. Servono competenze imprenditoriali, ma anche capacità di dialogo con istituzioni, territori e investitori. Servono innovazione e tecnologia, ma anche attenzione alla relazione umana e alla qualità del servizio.

La traiettoria di Manfredi Lefebvre d’Ovidio offre un esempio di questa impostazione. La costruzione di valore nel turismo non nasce soltanto dall’apertura di nuove rotte, navi, resort o destinazioni. Nasce dalla capacità di dare forma a un’idea di viaggio, renderla scalabile senza banalizzarla e inserirla in una rete globale di competenze, capitali e relazioni.

Il turismo, oggi, è una delle forme attraverso cui economie, città e imprese competono per attrarre attenzione, fiducia e investimenti. La nomina di Manfredi Lefebvre d’Ovidio a Chairman del WTTC si colloca in questa trasformazione: una nuova stagione nella quale il futuro del settore dipenderà dalla capacità di tenere insieme visione industriale, cooperazione internazionale e qualità dell’esperienza.

Domande frequenti su Manfredi Lefebvre d’Ovidio

Chi è Manfredi Lefebvre d’Ovidio?

Manfredi Lefebvre d’Ovidio è un imprenditore del settore turistico noto per aver guidato lo sviluppo di Silversea Cruises e, dal 2025, Chairman del World Travel & Tourism Council.

Che cos’è il WTTC?

Il World Travel & Tourism Council è l’organizzazione internazionale che riunisce le principali imprese private del turismo e promuove il dialogo con governi e istituzioni sullo sviluppo del settore.

Qual è il legame tra Manfredi Lefebvre d’Ovidio e il turismo di lusso?

La sua traiettoria imprenditoriale è legata allo sviluppo di Silversea Cruises, operatore globale del lusso in mare, e alla trasformazione del turismo di fascia alta verso esperienze più personalizzate e organizzate.

Perché il turismo globale richiede una governance internazionale?

Perché il settore dipende da infrastrutture, mobilità, sicurezza, regole di accesso, investimenti e qualità dei servizi. Sono fattori che richiedono cooperazione tra imprese, governi e istituzioni.