Riceviamo e pubblichiamo la nota dell'avvocato Luca Cianferoni, in difesa del suo assistito Domenico Cichello tirato in ballo da un collaboratore di giustizia.

Con riferimento all'articolo pubblicato su codesta testata all'url https://www.zoom24.it/2024/08/24/ndrangheta-nel-vibonese-il-pentito-lalleanza-contro-i-mancuso-nomi/, invio la presente nota nell'interesse del sig. Domenico Cichello, imputato nel processo convenzionalmente denominato Maestrale-Carthago. Non si rileva alcuna connessione tra il racconto di quanto detto dal collaboratore Servello a proposito del rapporto tra Accorinti e Cichello relativamente all'autosalone Super Auto di Angela Pititto, moglie del sig. Cichello. Non solo. Questa evenienza è priva di qualsiasi connessione ai pretesi intrighi addebitati a Giuseppe Accorinti contro la famiglia Mancuso, ed è stata riferita senza dare conto della difesa del sig. Cichello, avuto presente come l'autosalone in oggetto appartenga a Domenico Cichello per eredità dal padre, che lo aprì nel 1970 lavorando stimato e senza problema alcuno (la intestazione alla moglie nel 2004 fa capo a dinamiche che vedono comunque estraneo Accorinti, che del resto non ha neanche capo di imputazione per tale intestazione fittizia). Accostare la figura personale e processuale del sig. Domenico Cichello ad intrighi associativi contro la famiglia Mancuso e privo di qualsiasi base fattuale. Grato per l'attenzione al presente comunicato, porgo cordiali saluti.