All’interno della sala consiliare del Comune di Vibo Valentia, si è svolto l’evento “Otto Marzo: la mia voce libera” con l’obiettivo di "celebrare la voce libera delle donne" nel giorno a loro dedicato. Una voce che proviene da madri, figlie, sorelle, mogli: tutte donne libere che quotidianamente camminano e lottano per un futuro migliore. Una sola voce che ci ricorda che il cammino è ancora lungo, ma che insieme sarà meno difficile. Il tutto si è svolto raccogliendo riflessioni, racconti e testimonianze di donne "della porta accanto" che, attraverso poesie, testimonianze e contributi video, rappresentano la libera voce delle donne.

L’evento, organizzato da Calabria Futura in collaborazione con la Rete Territoriale ed i Servizi Sociali del Comune di Vibo Valentia, rientra nelle azioni del ben più ampio progetto “Preventing - mi informo, li proteggo” il cui scopo è tutelare da episodi di violenza donne e minori stranieri.

Ha aperto l’evento il presidente della IV commissione, Antonino Roschetti, a cui hanno fatto seguito gli interventi del sindaco Maria Limardo, l’assessore ai Servizi Sociali Rosamaria Santacaterina e l’assessore alla cultura Daniela Rotino, la dottoressa Pileggi, Associazione Donne Medico, la dottoressa Francesca Roberto, dirigente ufficio immigrazione con il dottore Francesco Marcianò Divisione anticrimine della Questura di Vibo Valentia. L’evento si è concluso con la presentazione del lavoro educativo e didattico del liceo statale "V. Capialbi", le esibizioni canore e danzanti di Giovanni Caravella e Sandra Mazza, Ginevra Mirabello, e il soprano Antonietta Pisano.

Il conclusione il presidente della cooperativa, Giuseppe Disi, ha dichiarato che questa iniziativa rappresenta il punto di partenza di una serie di interventi concreti, volti ad impattare positivamente il tessuto sociale del territorio Vibonese, augurandosi altresì che venga rafforzata la solida e proficua collaborazione tra istituzioni ed enti del terzo settore. Intervenute pure l'assistente sociale Domenica Loiacono e la psicologa Caterina Barbieri.